Roberta Rodeghiero: “Al meglio per gli Europei. La squalifica di Carolina…”


Roberta Rodeghiero ha appena vinto la medaglia d’argento ai Campionati nazionali e già da inizio stagione ha raggiunto importanti piazzamenti e risultati. Quest’anno potrebbe rivelarsi la consacrazione definitiva per la pattinatrice azzurra, che sta muovendo passi da gigante in questa specialità. L’anno scorso è arrivata undicesima ai Campionati Europei, ma nel 2015 potrebbe tentare di migliorare affermandosi nella top ten. La ventiquattrenne di stanza al Sesto Ice Skate racconta ad Olimpiazzurra i suoi obiettivi e le emozioni alla vigilia degli Europei di Stoccolma.

Quale giudizio dai a questa prima parte di stagione?

“Sono felice di com’è andata questa prima parte di stagione. Le prime gare (Lombardia Trophy, Ondrej Nepela Memorial e Merano Cup), dove ho ottenuto rispettivamente un quarto e due primi posti, sono andate molto bene e sono stata molto soddisfatta di come ho pattinato; infatti sono riuscita ad ottenere i miei personal best, specialmente nel libero. Ho un unico rammarico: non aver vinto il Campionato Italiano, gara nella quale non ho di certo pattinato al meglio. Ho fatto fatica a gestire le mie emozioni e questo mi ha portata a non riuscire a pattinare serena e priva di tensioni. Esperienza archiviata, ora guardo avanti”.

Quali sono i tuoi prossimi obiettivi?

“I miei obiettivi ora sono quelli di riuscire a pattinare al meglio ai Campionati europei: il risultato sarà una conseguenza, ora voglio concentrarmi esclusivamente su me stessa e su quello che posso fare sia tecnicamente sia su quello che posso trasmettere al pubblico che mi seguirà”.

Come hai preparato i tuoi programmi? Come hai impostato il corto e il libero?

“I miei programmi sono nati da un’ idea in comune tra me, le mie allenatrici, Franca Bianconi e Rosanna Murante, e la mia coreografa, Barbara Melica. Prima abbiamo deciso il libero, composto sulle musiche tratte dal film “Evita”: abbiamo pensato che il personaggio di Eva Perón rispecchi molto la mia personalità, una donna forte,che lotta per i propri obiettivi, non poteva che somigliare a me. Quindi una volta determinata la musica abbiamo chiesto aiuto a Massimo Scali per la coreografia, e con la cooperazione di Barbara Melica abbiamo costruito il lungo. Il programma corto è stato scelto successivamente, quando mi trovavo a Montreal per gli allenamenti estivi. La musica è stata proposta da Barbara e mi è piaciuta fin dall’inizio, ma per la coreografia ci siamo rivolte a Julie Marcotte, una professionista eccezionale che lavora proprio a Montreal e che mi ha trasmesso fin dall’inizio un’energia positiva! Proprio per questo ho deciso di lavorare con lei per montare lo short”.

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Cosa pensi della squalifica ai danni di Carolina Kostner?

“Non sono d’accordo con la squalifica di Carolina. Di certo un anno e 4 mesi mi sembrano davvero esagerati! Quello che ha fatto, credo che l’avrebbe compiuto qualunque donna innamorata del proprio fidanzato; quindi seppur eticamente scorretto, ritengo che una squalifica così lunga sia davvero esagerata”.

Ti piacerebbe allenarti all’estero per un periodo?

“Sì, mi piace andare all’estero ad allenarmi: quest’estate a Montreal mi sono trovata davvero molto bene e spero di avere anche quest’anno la possibilità di ritornarci. Ogni tanto fa bene “cambiare aria”, vedere e conoscere altri atleti e i loro stili di vita e di allenamento, prepararsi anche con altri allenatori e sentire “voci e pareri” diversi. Quindi sono favorevole agli allenamenti all’estero per dei periodi”.

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Cosa pensi della cosiddetta “armata” delle giovani russe?

“Le giovani pattinatrici russe sono una forza della natura. Io le chiamo “le macchine” perché per me è quello che sono. L’atleta che più mi piace in questo momento è Elena Radionova, che trovo forse la più completa sotto tutti gli aspetti, insieme a Elizaveta Tuktamisheva. Anche se mi dispiace dirlo, per me questo sport è anche altro: quello che trasmette Carolina Kostner o Yuna Kim non ha niente a che vedere con il pattinaggio e i programmi delle giovani russe che tecnicamente fanno invidia a tutte, anche se per me questa disciplina non è fatta solo di tecnica”.

Quali pattinatrici hanno ispirato maggiormente il tuo stile e il tuo pattinaggio?

“Il mio idolo è sempre stato Michelle Kwan, fin da bambina la guardavo pattinare e ogni volta avevo i brividi e pensavo: “io voglio diventare brava come lei!”. Oltre a lei aggiungo Carolina Kostner e Yuna Kim, per me le pattinatrici più forti e complete di sempre!”.

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Come ti trovi con la squadra italiana?

“Con la squadra italiana mi trovo molto bene, a partire dagli atleti: ormai dopo anni che ti ritrovi a fare le stesse gare insieme si crea una bella sintonia e ci si capisce l’uno con l’altro. Lo staff medico, che ci accompagna negli eventi più importanti, è  fondamentale e di grande aiuto, ma anche i dirigenti ci seguono e ci supportano molto! Siamo una bella squadra!”.

Cosa vorresti fare, una volta terminata la tua carriera sportiva?

“Quello che farò una volta terminata la mia carriera sportiva non lo so ancora di preciso: voglio terminare gli studi (frequento la facoltà di lingue e letterature straniere dell’università di Milano), e al momento insegno la sera nei corsi. Quindi chi lo sa, magari diventerò anche io un’allenatrice che porterà i suoi atleti ai massimi livelli internazionali. A tutto ciò penserò una volta che mi sarò presa tutte le mie soddisfazioni agonistiche e sarò pronta a dire addio allo sport che più amo al mondo e che sempre sarà la mia passione più grande!”.

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Grazie a Roberta per l’attenzione e a Luca Renoldi per le foto bellissime.

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eleonora.baroni@olimpiazzurra.com

Foto: Luca Renoldi- www.lucarenoldiphoto.com

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