Sci alpino: slalomgigantisti ad Are a caccia del podio

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Si può andare a podio anche nelle discipline tecniche, non solo in quelle veloci. Le potenzialità ci sono tutte, tanto in slalom quanto in gigante, e l’avvio di stagione, al netto della buona serie di infortuni, le ha confermate soprattutto tra i rapid gates.

In attesa di tornare a gareggiare sulle Alpi, dove l’abbassamento termico di questi giorni e le prime precipitazioni dovrebbero mettere al sicuro (condizionale ancora d’obbligo, soprattutto per la Gardena) le prossime tappe, il Circo Bianco vola a Nord, ovvero ad Are, per riprendere il feeling con l’Europa dopo la lunga e spettacolare trasferta americana. Ragazzi e ragazze assieme nel weekend, ma quest’oggi parliamo solo delle gare maschili: un gigante night event venerdì e uno slalom domenica su una pista non eccessivamente spettacolare. Da ben cinque anni i maschi non gareggiano da queste parti, da quando la località svedese, iridata nel 2007, ospitò le finali di Coppa del Mondo 2009: Benni Raich vinse il gigante davanti a Ted Ligety e Didier Cuche, con Massimiliano Blardone in decima posizione, mentre lo slalom fu appannaggio di Mario Matt su Julien Lizeroux e Jean-Baptiste Grange, con Manfred Moelgg di pochissimo fuori dal podio.

Il podio, appunto, deve essere l’obiettivo dei ragazzi guidati da Raimund Plancker e Stefano Costazza. In gigante, un Nani “pulito”, senza errori, vale quelle zone e assieme a Davide Simoncelli, o perlomeno al Simoncelli del debutto di Soelden, rappresenta la carta più plausibile per ottenere un grande risultato. In slalom, non possiamo e non dobbiamo affidarci solo ad un pur straordinario Patrick Thaler, perché anche atleti come Gross, Razzoli e il finalmente redivivo Deville possono puntare al colpaccio. Che non sarebbe poi così sorprendente, appunto. A livello assoluto, sarà interessante vedere la “risposta” di Marcel Hirscher al dominio di Kjetil Jansrud nella velocità: forse un rivale inaspettato per il salisburghese nella strada verso la quarta sfera di cristallo, o perlomeno difficilmente prevedibile a livelli così clamorosi come quelli visti in America….

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marco.regazzoni@olimpiazzurra.com

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