Scherma, Coppa del Mondo: a Torino l’azzurro si accende

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Il fioretto azzurro non delude. Perfetti non si può essere, ma la compagine del fioretto italiano ha entusiasmato il pubblico di casa. Uomini e donne, impegnati a Torino per la terza tappa di Coppa del Mondo di fioretto, hanno dato spettacolo. Le gioie più grandi provengono dal solito e immenso fioretto femminile, che ha mostrato, se qualcuno avesse ancora bisogno di conferme, tutta la grandezza di Arianna Errigo, ma anche una prova magistrale di Elisa Di Francisca, che si arrende solo alla connazionale. L’ennesima finale tutta azzurra. Dalla parte dei maschi, invece, sono i russi a festeggiare per i metalli più preziosi, ma l’Italia trova un ottimo Valerio Aspromonte, che non è solo un ballerino modello, ma porta a casa anche un bronzo significativo, nonostante il poco allenamento.

Arianna Errigo, dicevamo. Non si arresta il ciclone della brianzola, che fa tre su tre. Dopo le prime due tappe vinte egregiamente, arriva anche l’oro di Torino ad arricchire il bottino ottenuto fino a questo momento nella nuova stagione. Errigo lancia quindi un chiaro segnale alle connazionali: alle Olimpiadi ci vuole andare a tutti i costi. Ricordiamo, infatti, che il prossimo sarà l’anno che deciderà chi saranno le italiane qualificate per Rio 2016, dove l’Italia difenderà l’oro ottenuto due anni fa da Elisa Di Francisca. Il podio tutto azzurro di Londra sarà solo un ricordo, poichè saranno purtroppo ammesse solo due atlete per nazione e, considerato il livello altissimo del nostro fioretto, ci si può fare un’idea di quanto spietata sia la concorrenza interna. Arianna, comunque, non desta dubbi e si conferma una degli atleti italiani in assoluto più in forma in questo periodo dell’anno. Il suo percorso fino alla finale travolge le avversarie come se nulla fosse, non lasciando alcuna chance. L’avversaria più difficile è l’altra finalista, Elisa, ma Errigo non si ferma nemmeno di fronte a lei.

Non c’è solo Arianna, però. Di Francisca risponde prontamente al guanto di sfida lanciato dalla brianzola e mostra di esserci anche lei in questa splendida e intricata corsa ai due posti, nonostante il pensiero le crei una certa ansia, com’è comprensibile quando sai di dover difendere nientedimeno che un oro olimpico. Manca solo il guizzo finale alla jesina, ma resta una gara comunque da incorniciare. Tra le altre si è anche distinta la giovane Camilla Mancini che si prende il lusso di bloccare ai sedicesimi la campionessa russa Inna Deriglazova, salvo essere sconfitta agli ottavi, dove si fermano anche le altre due componenti del Dream Team, Martina Batini e Valentina Vezzali. Il fioretto femminile c’è anche questa volta e può considerarsi ancora una certezza.

Anche gli uomini hanno avuto la loro fetta di gloria in questo fine settimana di scherma: a guidare la spedizione azzurra è Valerio Aspromonte, che passa con disinvoltura dalle piste da ballo (in cui pure sta eccellendo, nello show di Rai Uno) alla pedana. C’è da dire che l’italiano è senza alcun dubbio meno allenato dei suoi compagni, ma nonostante questo ha saputo regalarci un bel bronzo. Certo, la finale era perfettamente alla portata e solo una maledetta stoccata ha separato Aspromonte dall’argento o dal bronzo. Si ferma prima la corsa degli altri azzurri: sensazioni positive arrivano da Daniele Garrozzo, che si ferma agli ottavi, dopo essere stato, però, l’autore di una rimonta incredibile. Più in basso, invece, Andrea Cassarà e Andrea Baldini, out nei sedicesimi.

Anche il fioretto maschile, dunque, vince e covince. Sebbene ancora non sia arrivata la medaglia del metallo più pregiato, il gruppo italiano si è dimostrato estremamente competitivo nel corso di queste prime tre tappe, in quanto ognuna di esse ha visto un azzurro diverso salire sul podio. Nella prima, infatti, sono arrivati due bronzi che ci avevano sorpreso piacevolmente, targati dai giovani Edoardo Luperi e Lorenzo Nista, e l’argento di Andrea Baldini. Nella seconda è toccato ad Andrea Cassarà calcare il terzo gradino del podio. La magia è poi continuata anche qui a Torino e questa volta è Aspromonte a dare dei segnali interessanti. Accanto allo strapotere femminile si affiancano, dunque, le buone prestazioni degli uomini, a conferma che il fioretto italiano è vivo e fa paura.

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stefania.gemma@olimpiazzurra.com

Foto: Federscherma/Bizzi

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