Judo: cambi di nazionalità in vista per il 2015

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Il 2015 dovrebbe portare con sé diverse novità per quanto riguarda la nazionalità sportiva di alcune judoka. Tra coloro che dovrebbero presentarsi sotto una nuova bandiera, l’atleta più rinomata è certamente l’olandese Linda Bolder, ventiseienne vincitrice del Grand Slam di Parigi 2014 nella categoria 70 kg. La vicecampionessa europea 2013, infatti, dovrebbe passare alla nazionale israeliana, in quanto chiusa nella propria categoria di appartenenza dalla due volte campionessa continentale Kim Polling, una delle migliori interpreti mondiali fra le 70 kg. Bolder, assente dai tatami nella seconda parte di stagione (ufficialmente per infortunio, ma più probabilmente per ragioni burocratiche dovute a questo cambiamento) percorrerà dunque la strada che lo scorso anno era stata della belga Amélie Rosseneu, anche lei passata fra le fila di Israele, ma per matrimonio.

Per un’atleta che arriva, un’altra lascerà invece i colori di Israele. Come avevamo già avuto modo di segnalare in occasione dei Campionati Britannici, infatti, Alice Schlesinger rappresenterà la Union Jack nella categoria 63 kg, nella quale si è subito laureata campionessa nazionale. Dopo una lunga pausa, infatti, la ventiseienne già medagliata europea e mondiale ha deciso di tornare a combattere, ma per una nuova nazionale, evitando così la concorrenza diretta con la campionessa mondiale 2013, Yarden Gerbi.

Anche lei classe 1988 come le precedenti due judoka, la francese Ketty Mathé ha deciso di passare tra le fila della Turchia. Due volte campionessa europea junior, Mathé sembrava dover essere una delle judoka più promettenti della scuola francese, e nel 2007 ottenne un bronzo europeo nella categoria Open. Anche per lei, però, la via della nazionale tra le +78 kg era oramai chiusa dalla campionessa europea in carica Émilie Andéol. Il suo cambiamento di cittadinanza sportiva è stato agevolato dalla militanza di Ketty Mathé nel Galatasaray, compagine con la quale ha vinto il titolo europeo per club la scorsa settimana.

Queste tre atlete, in sintesi, hanno sentito la necessità di cambiare bandiera per cercare la qualificazione olimpica, a causa del regolamento che vuole una sola atleta per nazione qualificata in ogni categoria, anche per quei Paesi che dispongono di più rappresentanti di alto livello. Per alcuni judoka, dunque, l’unico modo per proseguire il proprio sogno a cinque cerchi diventa quello di passare ad un’altra nazionale.

 

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Immagine: IJF

giulio.chinappi@olimpiazzurra.com

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