Biathlon: il riscatto nell’individuale per Dominik Windisch, Nicole Gontier e Thomas Bormolini

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Sbagliando si impara: in quanti se lo saranno sentito dire dai propri genitori. Questo può essere il consiglio che i tecnici azzurri hanno dato ai nostri atleti Dominik Windisch, Nicole Gontier e Thomas Bormolini, in uno sport come quello del biathlon, nel quale un errore può costare davvero caro, la differenza tra la gioia e l’insuccesso.

Partiamo da Dominik Windisch: il 25enne di Rasun nelle ultime due stagioni ha vissuto momenti altalenanti al tiro, chiudendo rispettivamente con il 78% e il 74%. Domenica poi ha dovuto rivivere gli incubi del passato, quando, nella staffetta mista, le ricariche non sono bastate per coprire i bersagli ed è dovuto incorrere in due giri di penalità. In entrambe le occasioni è costato il podio alla nazionale italiana, risultato che invece è arrivato nel momento più importante, ossia alle Olimpiadi. Non si è perso d’animo l’azzurro perchè il biathlon è uno sport imprevedibile, che ti da e ti toglie in un attimo, regalando emozioni forti. Il riscatto d’orgoglio è arrivato puntualmente mercoledì nella 20 km, chiusa al 13esimo posto con il 18/20 al tiro. La seconda migliore prestazione di Windisch in questo format, dopo il 12esimo posto ottenuto proprio ad Oestersund nella stagione 2012/2013. Recentemente ha dichiarato di aver lavorato molto sulla testa e sull’aspetto psicologico, variabile fondamentale per l’espressione e i risultati di un atleta.

Nicole Gontier nelle passate stagioni è stata l’azzurra con le percentuali più basse al tiro, 70% nel 2012/2013 e 73% la passata stagione. A Sochi in molti la ricordano al comando della sua frazione nella staffetta femminile, quando l’atleta valdostana ha mancato diversi bersagli nella serie in piedi, rinunciando così ai sogni di gloria e di medaglia. Da quel momento sembra essere scattato qualcosa nella 23enne azzurra, che ha raccolto in seguito degli ottimi piazzamenti e soprattutto più sicurezza al tiro, come dimostrato a Pokljuka e Sjusjoen, che le ha permesso di centrare il 29esimo posto nella individuale di Oestersund con il 18/20. Come ribadito dai suoi tecnici, Nicole deve solo riuscire a esprimersi in gara come brillantemente riesce negli allenamenti.

Poi c’è chi esordisce in Coppa del Mondo e entra subito nei primi 20. Stiamo parlando di Thomas Bormolini, valtellinese di Livigno: il 24enne si è fatto le ossa nelle ultime stagioni in Ibu Cup, commettendo spesso errori al tiro che hanno compromesso il risultato delle sue performance. La musica sembra cambiata in questa stagione, dove il giovane azzurro è stata la più grande sorpresa del nostro movimento: la vittoria nella sprint dei campionati italiani estivi è stata l’antipasto, recentemente sono arrivati i due piazzamenti nei primi venti nelle sprint di Ibu Cup a Beitostolen (Norvegia), meritandosi la convocazione in Coppa del Mondo. Si è fatto trovare pronto all’esordio, con il 19/20 nell’individuale che solitamente ci attendiamo dal concittadino Christian de Lorenzi, del quale speriamo segua le orme. La grinta nell’ultimo giro, nonostante avesse mancato solo l’ultimo bersaglio, è il risultato della gestione delle proprie energie, della razionalità e della volontà di chi vuole emergere, perchè sa che ora è arrivato anche il proprio momento.

Purtroppo dobbiamo fare i conti anche con gli errori commessi al tiro da Karin Oberhofer, Lukas Hofer e Christian de Lorenzi, in particolare commessi nelle serie in piedi, nell’insidioso poligono di Oestersund, caratterizzato dal forte vento che può contribuire a rendere difficoltosa la prestazione al poligono. Certamente volteranno le spalle a questa gara, determinati a riscattarsi nella sprint di sabato.

In molti fremono per vedere le altre due ragazze in pista: Dorothea Wierer ha dovuto saltare la staffetta mista e l’individuale per via dell’influenza e rimane a forte rischio anche per la sprint di sabato. Un peccato per l’altoatesina, in gran spolvero 2 settimane fa a Sjusjoen. Discorso diverso invece per Lisa Vittozzi, che è stata lasciata a riposo nell’individuale per gareggiare nella sprint del weekend, di lunghezza ridotta. Non solo la nostra nazionale è una se non la più giovane del circuito, ma ha comunque il talento e l’esperienza per emergere. Nonostante la fortuna non ci sorrida ultimamente, il futuro è sempre più roseo.

Foto: FISI (Serge Schwan)

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