<i>Il Lombardia</i> 2014: successo importante per Daniel Martin, conferma Aru

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Ieri, con Il Lombardia 2014, è di fatto calato il sipario sul grande ciclismo per quanto riguarda la stagione in corso. Il successo, nella quinta Classica Monumento dell’anno, è andata a Daniel Martin, già vincitore della Liegi-Bastogne-Liegi 2013.

L’irlandese è arrivato alla Classica delle foglie morte con lo zero nella casella vittorie per quanto riguarda questo 2014: più importante che mai, per lui, centrare un successo di peso che potesse dargli fiducia in vista della prossima stagione dopo tanti episodi sfortunati accumulati negli ultimi mesi. Dopo aver sfiorato la doppietta alla Liegi, sfumata a causa di una caduta percorrendo l’ultima curva del percorso ormai involato verso la prima posizione, ed esser caduto durante la cronosquadre inaugurale del Giro d’Italia disputatasi nella sua Irlanda, a Belfast, ha toccato terra anche durante il campionato del mondo di Ponferrada, una settimana fa.

Il periodo nero, dopo questo successo, sembra ormai alle spalle, e il corridore della Garmin-Sharp, che nel 2015 diventerà Garmin-Cannondale, non può che essere inserito nel novero dei migliori atleti per le corse di un giorno più impegnative. Nelle ultime uscite in questo tipo di corse, infatti, ha sempre offerto prestazioni di altissimo livello, abbinate ad un’ottima lettura tattica della corsa, come dimostrato ieri quando è riuscito a cogliere il momento migliore per piazzare la stoccata a circa 600 metri dalla conclusione.

Sono bastati pochi attimi di esitazione e gli altri big, arrivati a giocarsi il successo in un gruppetto di nove all’ultimo chilometro, hanno potuto raggiungere Dan solamente dopo la linea del traguardo. Ancora una volta secondo gradino del podio per lo spagnolo Alejandro Valverde, arrivato alla piazza d’onore già alla Liegi e terzo al Mondiale, dove ha conquistato la sesta medaglia senza aver mai indossato la maglia arcobaleno, sulle spalle di un Kwiatkowski in preda ai crampi sulle strade lombarde. L’atleta della Movistar, a discapito di potenzialità fisiche e atletiche che lo portano sempre a piazzarsi, spesso e volentieri sembra in difficoltà nell’interpretazione tattica delle fasi cruciali di corsa. Troppo spesso sceglie deliberatamente di attendere, nonostante da favorito sia chiamato a lavorare in prima persona per chiudere su buchi e attacchi.

Per l’Italia sono arrivar segnali molto positivi da parte di Fabio Aru, alla prima classica monumento corsa con un ruolo e delle aspettative importanti. La sua maglia Astana è fare capolino in testa al gruppo tra i favoriti della vigilia a rompere gli indugi sullo strappo di Bergamo Alta: non è riuscito a fare la differenza, ma ha dimostrato quantomeno di avere la personalità giusta per imporsi su un palcoscenico di questo tipo e di avere le potenzialità per giocarsi un piazzamento importante. Ieri ha chiuso nono, penalizzato da uno spunto in volata deficitario rispetto ai diretti avversari. 

Da sottolineare l’entusiasmo del pubblico, presente specialmente alla partenze e all’arrivo, oltre che copioso sull’ultima rampa, dove il gruppo è transitato attraverso due vere e proprie ali di folla. Una corsa, Il Lombardia che può ripartire da qui e dall’amore che gli atleti più rappresentativi in campo internazionale stanno dimostrando per una Classica che negli ultimi anni ha ritrovato smalto e importanza. 

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gianluca.santo@olimpiazzurra.com

Foto: Pagina Facebook Il Lombardia

 

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