Coppa Davis: Italia, urgono ricambi!

Archiviata la sconfitta in semifinale contro la Svizzera, è subito tempo di pensare al futuro in casa Italia: si è tornati dopo ben 16 anni di assenza tra le prime 4 nazioni al mondo, ma i segnali in vista del futuro sono tutt’altro che incoraggianti.

In primis per quanto concerne l’adattabilità dei nostri top player, apparsi troppo ancorati alla terra rossa ed in netta difficoltà sulle superficie veloci e sull’erba; in secondo luogo ma non meno importante, l’esiguità e l’età che avanza dei nostri atleti di punta.

Se Fognini sembra ormai destinato a convivere in eterno con i suoi limiti caratteriali (ma anche con il suo immenso talento ndr), Seppi pare ormai in fase nettamente calante della sua carriera, mentre Lorenzi sta giocando al massimo dei suoi standard.

In tutto ciò l’unica nota lieta è il ritorno di Bolelli, come testimoniato anche dall’ottimo US Open: il bolognese è al momento il tennista azzurro più affidabile sul cemento ed i suoi progressi lo faranno migliorare sensibilmente in classifica. Inoltre in doppio ormai l’intesa con Fognini sembra solida e destinata a durare nel tempo.

Realisticamente, con questi presupposti, Barazzutti di meglio non poteva fare, ma è allarme in chiave futura: mentre le giovani promesse (Kyrgios su tutti ndr) fanno faville anche in Davis Cup, i giovani azzurri stentano a carburare.

Cecchinato sembra proiettato a sostituire in futuro il veterano Lorenzi, ma non desta molta affidabilità nel World Group: il 2015 sarà la chiave di volta per i vari Marcora, Trevisan, Donati e Quinzi, uniche speranze tricolori per un ricambio generazionale che tarda ad arrivare.

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