Volley, Finale Scudetto: le pagelle di gara1! Zaytsev mattatore, Perugia sogna

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Ieri sera si è giocata gara1 della finale scudetto di volley maschile tra Macerata e Perugia (clicca qui per cronaca e risultato). Il nostro commento e le pagelle ai ragazzi scesi in campo.

 

MACERATA vs PERUGIA. Una partita palpitante, emozionante, intesa. Una battaglia campale degna di una finale scudetto. Così può essere riassunta la spettacolare gara1 della serie che assegna il tricolore, andata in scena al PalaBadinelli di Osimo.

La naturale favorita ospitava la Cenerentola sorpresa della stagione, ma il match non si è rivelato come il naturale massacro che tutti avevano annunciato alla vigilia. Anzi. Perugia ci ha messo cuore, tenacia e coraggio, uniti a una tecnica di peso e a un’intensità di gioco in tutti i fondamentali di gioco davvero rilevante. Gli umbri sono riusciti a volare sul 2-1, tenendo Macerata alle corde per tre set, poi sono crollati alla lunga sotto i colpi della fatica delle semifinali (3-2 nella serie maratona contro Piacenza) e soprattutto dell’aggressività dei biancorossi, che hanno saputo azzannare nel momento migliore dell’incontro.

Decisivi sostanzialmente i punti segnati a muro: i Block Devils si sono fermati a un misero 3, la Lube è volata a 14 e ha chiuso l’incontro.

La serie è comunque più viva che mai e sarà combattuta fino alla fine. Domenica gara2 al Pala Evangelisti di Perugia.

 

BARTOSZ KUREK: 10. Subentra dalla panchina nel corso del primo set, poi non lascerà più il campo. Decisivo, come in semifinale, è lui a imprimere a Macerata il tanto atteso cambio di marcia nel corso del quarto parziale. Nel tie-break realizza il 3-0 iniziale, decisivo per spezzare le reni a Perugia. Chiuderà la serata con un sontuoso 67% in fase offensiva, 22 punti segnati, 4 muri realizzati, mai stampato in attacco, un solo errore e due aces.

 

IVAN ZAYTSEV: 9. Zar imperiale e monumentale, vero trascinatore della sua Macerata. Costante per tutto l’incontro, è spettacolare in fase offensiva, dove attacca addirittura 35 punti (54% di realizzazione), sigla 22 punti (3 muri), ma in diversi frangenti si deve impegnare anche in ricezione. I suoi mani-out sono un marchio di fabbrica che leva i biancorossi dai pasticci prima di guidarli al successo.

 

DRAGAN STANKOVIC e MARKO PODRASCANIN: 8. Una coppia di centrali davvero sontuosa e invalicabile. Proprio i muri hanno fatto la differenza in questo incontro (14 a 3 quelli andati a segno, 3 per Stankovic e 2 per il compagno) e loro non si sono lasciati sfuggire praticamente nulla, rallentando spesso e volentieri l’attacco di Perugia. Entrambi hanno brillato anche in attacco, rispettivamente con 9 (71% in attacco) e 10 (55%) punti all’attivo.

 

MICHELE BARANOWICZ: 7,5. Tutta la fantasia possibile e diverse varianti per fornire al meglio le sue bocche da fuoco, usate indifferente per tutto l’arco del match. Fondamentale il muro che stampa 8-4 durante il tie-break e che ha sostanzialmente chiuso i conti.

SIMONE PARODI: 6,5. Una partita onesta, senza particolari sussulti: 8 punti, 47% in attacco.

                                                                                                                                            

JIRI KOVAR: 5. Forse l’infortunio patito durante le semifinali non è stato totalmente smaltito in questi dieci giorni. Lo schiacciatore inizia da titolare, ma già durante il primo set viene sostituito da Kurek, ritrovando poi il campo solo in sporadiche occasioni. Chiuderà la serata con solo 3 punti all’attivo.

 

 

ALEKSANDAR ATANASIJEVIC: 8. Monumentale, ma non è bastato. Faro incrollabile di Perugia, trascinatore anche in questa prima finale della storia (sia per lui che per il club), il serbo trova pane per i suoi denti tra i connazionali di Macerata che provano a fermarlo il più possibile (3 murate subite). Riuscirà comunque a realizzare la bellezza di 29 punti, con l’ottima percentuale di 56%, 1 aces, 0 muri. Fondamentale la sua serie al servizio nel corso del primo set: gli umbri volano sul 13-7 e possono comodamente gestire il vantaggio fino al parziale successo finale.

 

NEMANJA PETRIC: 7,5. Domina per tre set, poi anche lui si spegne gradualmente sotto i colpi della Lube. Re al servizio dove con tre aces è fondamentale nei finali dei vittoriosi primo e terzo parziale, i suoi 18 punti si fanno sentire per la prima metà di gara.

GORAN VUJEVIC: 5. Stoico, ma non è stato all’altezza del suo immenso livello. A 41 anni ha voluto stringere i denti, dopo le fatiche di semifinale, per giocare il suo primo atto conclusivo in Italia. L’oro olimpico di Sidney 2000 non è mai riuscito a pungere, siglando solo un punto in tutto l’incontro (11%) e risultando spesso fuori dal gioco. Si prende due murate decisive nel tie-break: 8-4 di Baranowicz, 10-5 di Podrascanin e lì finisce l’incontro.

SIMONE BUTI: 7. Ci ha messo la faccia quando è stato necessario ed è stato spesso capace di mettere in difficoltà l’attacco avversario. 9 punti, 78% in attacco, 2 aces, 0 muri.

ROCCO BARONE: 6. Ha affiancato Buti, ma è sottotono rispetto al compagno. Bene per i primi tre set, poi anche lui si spegne: 5 punti (30%) con 1 muro.

ADRIANO PAOLUCCI: 6,5. Non ha risentito del debutto assoluto in una finale scudetto e ha saputo scegliere bene gli uomini su cui puntare nel momento giusto.

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