Sochi 2014: Legkov-Vylegzhanin-Chernousov, è tripudio russo nella 50km

All’ultima gara, la Russia si sblocca anche nello sci di fondo, con una tripletta che profuma di storia nella mass start di 50km in tecnica libera. La firma sull’oro è di uno portentoso Alexander Legkov, favorito numero 1 alla vigilia e assoluto dominatore nel momento decisivo della corsa, quando ha sbaragliato la concorrenza con un irresistibile affondo. A fargli compagnia sul podio sono Maxim Vylegzhanin e Ilia Chernousov, argento e bronzo in volata davanti al solito Martin Johnsrud Sundby, il migliore di una squadra norvegese ancora una volta ampiamente insufficiente.

I primi 40km, di fatto, sono caratterizzati da scaramucce poco significative e da lunghe fasi di studio, un lungo ‘trasferimento’ verso le fasi calde della corsa. L’unico a provarci è Matti Heikkinen, sfruttando il cambio di materiali, ma il suo tentativo dura ben pochi chilometri. Nel gruppo principale restano tra le prime posizioni anche dei brillanti Francesco De Fabiani e Roland Clara, con David Hofer comunque nella pancia del plotone guidato dal solito svedese Anders Södergren fino ai -2km, quando viene tagliato fuori Dario Cologna per la rottura di uno sci. A prendere il comando delle operazioni è Legkov, con un’imperiosa progressione con cui si trascina dietro sull’ultima salita Vylegzhanin, Chernousov e Sundby, impotenti però di fronte alla potenza del 30enne di Khanty-Mansiisk. In volata, infatti, non c’è storia e il vincitore del Tour de Ski 2013 può tagliare a braccia alzate il traguardo, mentre Vylegzhanin e Chernousovcompletano il podio targato interamente Russia, con Sundby costretto ad ingoiare un boccone amaro così come tutta la Norvegia. Clamoroso, in particolare, il 18° posto di un irriconoscibile Petter Northug, che chiude senza medaglie una disastrosa Olimpiade.

La quinta posizione è appannaggio dell’incredibile 40enne Sergei Dolidovich, davanti al francese Robin Duvillard e a Södergren. Ci si attendeva qualcosa in più anche dagli altri svedesi, Daniel Richardsson e Johan Olsson, ottavo e nono, mentre il finlandese Iivo Niskanen si conferma ancora tra i primi concludendo in decima posizione. L’Italia lotta come meglio non potrebbe, piazzando all’11° posto uno stoico Roland Clara, sempre tra i primi nonostante la febbre smaltita nelle ultime ore; non sfigura nemmeno David Hofer, 16esimo, mentre è da applausi a scena aperta la prestazione di Francesco De Fabiani, 25° alla prima 50km della carriera dopo essere stato a lungo nella Top 10. Un segnale inequivocabile di quello che potrà dare il talento classe ’93 al fondo italiano.

daniele.pansardi@olimpiazzurra.com

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ale sandro
ale sandro
7 anni fa

Apoteosi russa , con la grande sfortuna di Cologna. Difficile però dire che Legkov non avrebbe vinto, vedendolo gareggiare così. Bella gara degli azzurri, contento per De Fabiani che è molto giovane ed è sembrato molto presente negli ultimi dieci chilometri ,a parte il finale. Penso che sia la distanza che lo skating possano dargli delle possibilità in più per il futuro, oltre all’alternato sui 10-15 km.

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