Vuelta 2013: Barguil e Nibali, quando la tattica fa la differenza

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La tattica è un fattore fondamentale in ogni sport, tanto in quelli di squadra quanto in quelli individuali. Il ciclismo non fa eccezione e la sedicesima tappa della Vuelta 2013 lo ha dimostrato una volta di più.
Da un lato Warren Barguil, il vincitore di giornata, dall’altro Vincenzo Nibali, il leader della classifica generale: entrambi i corridori hanno dato dimostrazione di ottime doti tattiche per centrare-o mantenere-i rispettivi obiettivi. Il giovane francese, vera rivelazione della corsa spagnola, si è gestito ottimamente sull’ascesa finale e anzi si è fatto raggiungere, ad un certo punto, da Rigoberto Urán, un avversario piuttosto pericoloso: logica vuole che quando in salita un atleta raggiunge un altro, esso lo stacchi definitivamente in breve tempo, eppure Barguil, come detto, ha dato impressione di essersi fatto volutamente riagganciare dal colombiano, preservando le energie necessarie a beffarlo nello sprint finale. Forse, se il ragazzo della Argos avesse insistito maggiormente nell’azione solitaria, sarebbe stato ripreso e staccato dallo scatenato Urán in un secondo momento, mentre con questa tattica-tanto più interessante se si considerano i suoi 22 anni non ancora compiuti- è stato in grado di cogliere il secondo, prestigiosissimo successo in questa Vuelta a España.
Anche Vincenzo Nibali, che pure potrebbe sembrare lo sconfitto di giornata, ha sapientemente utilizzato la tattica. Lo Squalo, probabilmente, si è reso conto sin dalle prime rampe dell’Aramón Formigal di non essere in una giornata perfetta: per mascherare la difficoltà, ha messo al comando dell’ancora numeroso gruppo i suoi compagni di squadra, capaci così di mantenere il ritmo prediletto dal leader e, psicologicamente, di far capire agli avversari che Nibali, invece, stava molto bene. L’Astana si è dimostrata una volta di più un team fantastico: è lecito ipotizzare che, se i gregari della maglia roja non avessero mascherato così bene i suoi problemi, Horner, Valverde e Rodríguez avrebbero attaccato bene prima, probabilmente portandosi via il simbolo del primato.

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marco.regazzoni@olimpiazzurra.com

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2 Replies to “Vuelta 2013: Barguil e Nibali, quando la tattica fa la differenza”

  1. Marco Regazzoni ha detto:

    Io credo che Nibali sia sempre il favorito numero uno per la Vuelta, anche se tra giovedì e sabato dovrà subire attacchi a ripetizione: spero davvero che quella di ieri sia solo stata una giornata storta, e anzi credo che sia così perché, fino allo scorso weekend, la sua condizione sembrava in decisa crescita.

  2. Luca46 ha detto:

    Spero che la difficoltà di oggi sia dovuta in parte ad una gestione della corsa per arrivare all’Angliru in massima condizione. Certo è che Horner non pensavo potesse tenere in quest’ultima settimana ed invece sembra essere una vera spina nel fianco. Questa tappa ha sicuramente dato morale a tutti.

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