Sei troppo Straneo! Maratona d’argento ai Mondiali

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La sorpresa delle sorprese è servita. Ci aspettavamo tantissimo da Valeria Straneo. Ma un conto è sperare in un buon piazzamento attorno al sesto posto. Un altro è giocarsela fino all’ultimo con la Campionessa del Mondo in carica e portarsi a casa un argento insperato, bellissimo, sudatissimo, meritatissimo e quasi storico.

Sei troppo Strane(a), dopo una vita così, dopo aver scoperto l’atletica in tardissima età. Tu, mamma meravigliosa che hai già salvato la spedizione azzurra. Tu che hai regalato un lunghissimo pranzo di goduria a noi italiani.

 

La piemontese è stata magnifica, una donna dalle mille risorse, con un carattere da leonessa, che non ha smesso di crederci fino all’ultimo. Conduce una Maratona letteralmente spettacolare, in testa dal primo chilometro al quarantesimo. L’ha tirata tutta lei! A trentasette anni, alla prima rassegna iridata della carriera, da solo due stagioni sulla cresta dell’onda, dopo il già spettacolare ottavo posto di Londra. Dopo due maternità, dopo che le hanno asportato la milza a causa della sferocitosi ereditaria.

 

Staccate tutte le big una a una. Al 23esimo chilometro molla la Kabuu, favorita quantomeno per il podio. Poco dopo batte il cinque a una bravissima Emma Quaglia (poi stupenda sesta) quando si sono incrociate sui due sensi di marcia del circuito. Attorno al trentesimo crolla anche la giapponese Fukushi (poi bronzo). A dieci chilometri dal traguardo si stacca anche la fortissima Melkamu. E a quel punto è testa a testa con la Kiplagat, campionessa vera dalla testa ai piedi. Valeria prova a staccarla, ma non c’è niente da fare. E quando la keniota parte a poco più di un chilometro, c’è poco da fare…

Ma sei magica. 2h25:58 (a 14 secondi dalla vincitrice), due minuti abbondanti sopra il suo personale, sotto un sole cocente con 30 gradi per tutto il percorso. E festeggia con una ruota e un urlo incredibile. Senza dimenticarci che arrivano anche 40mila dollari di premio. E fanno molto, molto comodo per chi non è nemmeno in un gruppo militare.

 

L’Italia porta a casa così la quinta medaglia iridata nella Maratona. Gelindo Bordin bagnò la nascita della rassegna iridata a Roma 1987, Ornella Ferrari regalò la prima gioia femminile a Goteborg 1995, poi Vincenzo Modica fu d’argento a Siviglia 1999 quando vincemmo anche la Coppa a squadre, prima del bronzo di Stefano Baldini a Edmonton 2001.

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