Luca Scinto a ruota libera: “Essere presi in giro fa male”

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VARESE – “Quello che certi corridori non capiscono, è che barare significa prendere in giro non soltanto se stessi, ma anche più di quaranta persone e famiglie che gravitano intorno alla squadra, gli sponsor, tutti quelli che ogni giorno lavorano per trovare le risorse per non mollare: è stata dura andare avanti dopo gli ultimi episodi...”. Pur con il sorriso sulle labbra, l’amarezza è evidente nella voce di Luca Scinto, incontrato alla partenza della Tre Valli Varesine, quando ricorda per l’ennesima volta i due casi doping che questa primavera (prima Danilo di Luca, poi Mauro Santambrogio, n.d.r.) hanno fatto vacillare lui e la sua Vini Fantini: “Viene davvero voglia di lasciar perdere tutto davanti a episodi del genere, ma poi ti rendi conto che in squadra le persone serie ci sono, e loro meritano che si continui a impegnarsi.” Le difficoltà nel controllare i corridori, dopo tutto, ci sono e sono tante, spiega ancora il manager toscano: “Perfino l’UCI fa fatica a tenere tutti sotto controllo, figuriamoci noi direttori sportivi: i corridori sono degli attori incredibili, nel bene e nel male. Anch’io sono stato uno di loro, e quindi lo dico senza ipocrisia.

Riguardo all’annata della sua squadra in generale, conclude in modo netto: “Il 2013 non posso che considerarlo un anno negativo visto quanto ci è successo. Tuttavia, spero in una reazione di orgoglio da parte dei miei ragazzi da qui a fine stagione“.

Alessandra Buccella

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