Ginnastica senza tv! La RIVOLUZIONE: cosa cambia? Quali danni?

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Ieri pomeriggio è stata diffusa una notizia sconcertante che riguarda da vicino la ginnastica italiana: i Mondiali di ritmica (Kiev, 24 agosto – 1°settembre) e di artistica (Anversa, 30 settembre – 6 ottobre) non verranno trasmessi in televisione! Non finisce qui perché la grande ginnastica internazionale sarà assente dalla tv per i prossimi tre anni (salvo miracoli). Cliccate qui per sapere tutti i dettagli.

 

Cosa comporta questa bruttissima novità? In che maniera sconvolge l’universo della ginnastica?

 

–                     Innanzitutto le dirette televisive delle grandi manifestazioni sono la miglior occasione per promuovere e diffondere uno sport. Questo è il modo più valido ed efficace per far conoscere la disciplina e per farla apprezzare tra le frange del pubblico.

Le dirette servono per portare più persone in palestra, per creare tesseramenti. Più ragazze/i si iscrivono a una attività, perché realmente interessati alla pratica sportiva, più un movimento ne beneficia: così si creano i Campioni. Due semplici esempi? Vanessa Ferrari, campionessa mondiale 2006, e Igor Cassina, campione olimpico nel 2004, si sono avvicinati alla pratica agonistica proprio perché avevano visto alcuni eventi sportivi in televisione…

Non finisce qui. I tesseramenti permettono alla Federazione di avere degli incassi sicuri tutti gli anni e in base a quelli si fanno delle scelte di investimento: più sono, più si investe, più si cresce, più si scalano le classifiche mondiali.

 

–                     Avere una diretta televisiva consente alle aziende di acquistare spazio pubblicitario. Pagando, naturalmente. Questo si trasforma in un ricavo economico sia per il canale televisivo, sia per la Federazione che potrebbe avere degli accordi particolari con i suoi sponsor (possiamo immaginare un passaggio di Rana quanti benefit possa portare). Chiaramente senza tv, un’azienda è disincentivata a investire, o comunque potrebbe investire di meno.

Meno soldi arrivano, meno un movimento si può sviluppare, crea meno infrastrutture e il circolo vizioso va avanti…

 

–                     Brutto dirlo, ma essere considerato uno sport di nicchia (o minore) per così tanto tempo non fa bene alla ginnastica. Fatica su fatica, ore e ore di allenamenti, sacrifici, vite private difficili, per poi non meritarsi neanche un passaggio televisivo durante il momento topico della stagione? Personalmente se fossi una ginnasta farei molta fatica ad andare avanti nella pratica. Certo, la passione. Va bene. Ma se poi nemmeno viene riconosciuta… Questo aspetto, fortunatamente, non riguarda le nostre bravissime ragazze ma a lungo andare potrebbe diventare un problema.

 

–                      Come ha evidenziato il Presidente Agabio, c’è il rischio che la ginnastica venga diffusa per il reality e poi al momento della competizione vera non trovi lo spazio che merita. 

 

Chiudiamo rivolgendo alcune domande ai diretti interessati.

–                     Perché tagliare proprio la ginnasta? Ci sono tre sport che fanno gli ascolti più alti alle Olimpiadi: nuoto, atletica e proprio la ginnastica. Le gare in vasca occupano la prima settimana del programma, quelle in pista la seconda, quelle in pedana vengono addirittura spalmate sulle intere due settimane dell’evento a cinque cerchi (sette giorni di artistica, due di trampolino elastico, tre di ritmica). Premettendo, naturalmente, che non andrebbero tagliate le massime manifestazioni di tutti gli sport.

 

–                     Non esistono sport più o meno nobili. Questa è la teoria fondativa di Olimpiazzurra (e che sta portando grandi frutti). Per questo motivo ci chiediamo come possano mancare dal palinsesto di una televisione PUBBLICA due grandi Mondiali sportivi…

 

–                     Non voglio dilungarmi ancora sul concetto di servizio pubblico e similari. Ma è abbastanza scontato che tutte le massime competizioni sportive debbano essere trasmesse dalla televisione pubblica, che vive tra l’altro grazie al canone pagato dai cittadini (è una tassa sul possesso del televisore, ricordiamolo) e che non dovrebbe guardare ai ricavi pubblicitari se svolgesse appieno la propria mission (pur comprendendo crisi e spending review).

 

–                     Perché le cifre proposte alla Federazione Internazionale di Ginnastica vengono nascoste?

–                     Erano davvero troppo pochi i ricavi economici previsti da una settimana di gare rispetto alla spesa che si sarebbe dovuta sborsare per ottenere i diritti di trasmissione?

 

–                     Ieri sera la Rai ha smentito il comunicato stampa della Federginnastica. Viale Mazzini ha detto che la nostra FGI era a conoscenza del fatto che il network televisivo aveva lanciato un’offerta alla Federazione Internazionale addirittura negli ultimi mesi del 2012. E che non ha ricevuto risposta fino al 7 agosto 2013, cioè meno di due settimane fa, quando l’offerta economica è stata dichiarata insoddisfacente….

 

stefano.villa@olimpiazzurra.com

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2 Replies to “Ginnastica senza tv! La RIVOLUZIONE: cosa cambia? Quali danni?”

  1. Gabriele Dente ha detto:

    Certo Luca46, i dirigenti sono il primo problema dello sport italiano. Ma in questa faccenda direi che la pessima cultura sportiva dei gerontosauri politici, che poi sono quelli che nominano i dirigenti RAI, ha il suo GROSSO peso! Se penso che per Raisport è più importante (udite! udite!) il campionato brasiliano di calcio che il campionato MONDIALE di ginnastica (o l’europeo di basket, e via dicendo), mi vengono i conati! Scusate la non elegante metafora ma è da almeno vent’anni che assisto a queste vicende!

  2. Luca46 ha detto:

    Complimenti per questo approfondimento.
    E’ pazzesco il fatto che si parli adirittura di 3 anni !!!!!
    E Malago’ dove sta? Giustamente ha chieste di volerci vedere chiaro nelle beghe tra tesserati e federazione nuoto ma anche in questa situazione dovrebbe volere chiarimenti da ambo le parti e fare in modo che si arrivi ad una soluzione. Lo sport azzurro è in difficoltà ma piu’ che nelle arene nelle sedi dirigenziali.

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