Storia e curiosità dei Giochi del Mediterraneo

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Sarà che si tratta della diciassettesima edizione ed in Italia (in particolar modo al Sud) la cabala ha la sua importanza, ma Mersin 2013 rischia seriamente di passare alla storia come l’edizione più sfortunata dei Giochi del Mediterraneo; diversi infatti i forfait all’orizzonte, vuoi per diverse strategie organizzative ma anche per lo scarso appeal della manifestazione, che, va detto, comporta più oneri che onori alle varie federazioni internazionali, già alle prese con tagli a destra e a manca e con l’austerità tipica (già dai tempi pre-crisi economica mondiale) dell’anno post-olimpico.

Va da sé che già la scelta di spostare i Giochi a Mersin – dopo la rinuncia di Volos in Grecia per problemi economici – è sembrata subito un cattivo presagio, come testimoniato anche dalla crisi interna al paese turco. Problemi logistici ed ambientali a parte, Mersin 2013 ospiterà 24 nazioni, con il debutto assoluto della Macedonia: si tratta del numero più alto di Stati partecipanti dal 1951 (anno della prima edizione ad Alessandria d’Egitto) ad oggi. Promossi nel 1948, durante la 42.ma Sessione internazionale del CIO a St. Moritz dal vicepresidente del CIO stesso e presidente del Comitato olimpico nazionale egiziano Mohammed Taher Pacha, furono riconosciuti ufficialmente nella 47.ma Sessione del Comitato Olimpico Internazionale svoltasi ad Helsinki nel 1952.

La prima edizione si disputò dal 5 al 22 ottobre 1951 ad Alessandria d’Egitto con la partecipazione di 734 atleti (tutti maschi) e 10 nazioni: Egitto, Francia, Grecia, Jugoslavia, Italia, Libano, Malta, Siria, Spagna e Turchia. Calendarizzati da programma ogni quattro anni, i Giochi videro effettuare la seconda edizione nel 1955 a Barcellona, per poi approdare in Medio Oriente nel 1959 a Beirut. A Napoli nel 1963 la prima edizione italiana, mentre nel 1967 a Tunisi vennero effettuate le prime gare femminili.

Dopo aver toccato vari Paesi aderenti al Comitato Internazionale dei Giochi, nel 1993, con l’edizione francese di Linguadoca-Rossiglione, vennero effettuati per la prima volta nell’anno successivo a quello delle Olimpiadi estive, a soli due anni di distanza dall’edizione di Atene del 1991.

Finora l’Italia è in testa saldamente sia nel medagliere che nel numero di edizioni organizzate (anche se nel 2017 la Spagna con l’edizione di Tarragona raggiungerà il Belpaese con tre edizioni). Saranno in cerca invece delle prime storiche medaglia il Principato di Andorra e, come sopraccitato, la Macedonia; sotto l’aspetto prettamente agonistico, invece, ai Giochi del Mediterraneo spesso le diverse squadre nazionali hanno presentato elementi delle categorie giovanili pronti a passare nelle formazioni maggiori. In campo italiano invece la rassegna mediterranea è servita ad atleti di spicco come Berruti, Mennea, Sara Simeoni, Antonella Capriotti, Nicola Pietrangeli, i fratelli Abbagnale, Giorgio Lamberti, Yuri Chechi e Federica Pellegrini a rompere il ghiaccio in campo internazionale con i primi successi.

Nella passata edizione, le discipline sportive rappresentate sono state 28, alcune non olimpiche, mentre quest’anno saranno 30, con l’aggiunta di Taekwondoo, Badminton e Sci nautico. Immutata infine la bandiera dei Giochi, che presenta tre cerchi olimpici leggermente mossi nella parte inferiore che simboleggiano i tre continenti che si affacciano sul Mediterraneo (Europa, Africa e Asia), che si rispecchiano nel blu del mare nostrum.

 

Gianluigi Noviello

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