‘Italia, come stai?’: bene la canoa, preoccupa il pugilato

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La canoa slalom italiana si conferma ad alti livelli dopo i fasti olimpici targati Daniele Molmenti. Ai Campionati Europei di Cracovia è arrivata una medaglia pesantissima e, soprattutto, si è vista all’opera una squadra giovane, sostanzialmente completa e con ampi margini di crescita nel lungo percorso di avvicinamento alle Olimpiadi di Rio de Janeiro 2016.

Partiamo dalla nota più lieta. Inutile girarci attorno, la naturalizzazione di Stefanie Horn si è rivelata una manna dal cielo. L’italo-tedesca, al primo appuntamento internazionale con la casacca azzurra, ha subito lasciato il timbro con uno splendido argento. Giovane e dotata di una poderosa forza nelle braccia, “Steffi” (come ama farsi chiamare) rappresenta la nuova star della pagaia tricolore, in un settore come quello del K1 femminile dove cresce a piccoli passi anche la talentuosa Clara Giai Pron: tra le due potrebbe crearsi un dualismo che farebbe solo bene al movimento.
Nel K1 maschile Daniele Molmenti non è andato oltre il settimo posto, un risultato preventivabile alla vigilia. Il campione olimpico, infatti, dopo il trionfo londinese si era preso un periodo di stacco, tornando ad allenarsi a tempo pieno solo da qualche mese. Inevitabile, dunque, il ritardo di condizione. Stiamo parlando comunque di uno dei migliori canoisti di tutti i tempi, sul cui affidamento non si discute in vista dei prossimi appuntamenti.
Meglio del capitano ha fatto il giovane Giovanni De Gennaro, quinto ad una manciata di decimi dal podio (clicca qui per le sue dichiarazioni in esclusiva per OA).  Considerando anche le buone prestazioni di Andrea Romeo, qualificatosi per la finale, ed il prossimo innesto in nazionale maggiore del talento Lukas Mayr, l’Italia può dormire sonni tranquilli.
Ci si aspettava qualcosa in più dal settore della canadese, dove il promettente Roberto Colazingari, più volte sul modo nelle manifestazioni giovanili, non è riuscito a qualificarsi per l’atto conclusivo del C1 pur disputando una prova discreta. Non bene, invece, il C2 di Pietro Camporesi e Niccolò Ferrari, cui un salto di porta è costata una certa qualificazione per la finale, oltretutto nelle primissime posizioni.

Desolante il bilancio dell’Italia ai Campionati Europei di pugilato conclusi sabato a Minsk: zero medaglie. Un bottino magrissimo che lancia un pericoloso campanello d’allarme.
Senza i suoi veterani Clemente Russo e Roberto Cammarelle, questa disciplina soffre terribilmente. Le alternative ed i giovani di talento scarseggiano. Tra queste si segnalano i soli Vincenzo Mangiacapre, bronzo a Londra 2012 ma reduce da un periodo poco brillante, e Manuel Cappai. Troppo poco. Considerando la fase calante di Vincenzo Picardi e Vittorio Parrinello, oltre alla crisi psicologica in cui è entrato un campione ancora giovane come Domenico Valentino, la boxa nostrana deve porsi delle domande sul futuro di questa disciplina.
Per anni ci si è cullati sugli allori per i continui successi di Russo, Cammarelle e Valentino, ma nel frattempo ci si è “dimenticati” di investire sui vivai e sulla base. Il risultato è che attualmente si fa fatica ad intravedere un futuro a lungo termine. Certo, a Rio 2016, con ogni probabilità, i veterani saranno ancora sul ring ed in qualche modo ci metteranno una pezza. Tuttavia ciò non farebbe altro che nascondere ulteriormente un problema ormai serio come l’assenza di ricambi all’altezza.

I Mondiali di Astana (Kazakistan) in programma ad ottobre chiariranno meglio le idee su una compagine azzurra alla disperata ricerca di una ventata di freschezza.

 

federico.militello@olimpiazzurra.com

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