Golden Gala 2013: una serata deludente

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Nonostante le strart list promettessero spettacolo, il Golden Gala 2013 è stata un’edizione deludente. I risultati di rilievo mondiale sono stati davvero pochi rispetto a quello che si poteva prospettare alla vigilia.

A destare stupore più che i tempi o le misure sono state soprattutto due inattese sconfitte: quella di Usain Bolt sui 100 m, battuto da Justin Gatlin, e quella di Renaud Lavillenie nel salto con l’asta, sconfitto dal tedesco Raphael Holzdeppe, capace di eguagliare il suo primato personale a 5m91. Sui 100 m la prestazione migliore, rispetto alle proprie possibilità, è stata quella del francese Jimmy Vicaut, che ha eguagliato il suo record (10”02), candidandosi come prossimo atleta a scendere sotto la barriera dei dieci secondi netti.

La croata Sandra Perković impressiona invece per la sua regolarità: la campionessa olimpica sembra praticamente imbattibile nel lancio del disco, attestandosi costantemente oltre la soglia dei 68 metri.

Dal punto di vista delle prestazioni pure, poche gare hanno offerto tempi di rilievo. Sui 200 metri femminili, l’ivoriana Murielle Ahouré si è illustrata ottenendo il record nazionale in 22”36, a 5/100 dal primato mondiale stagionale della nigeriana Blessing Okagbare.

Le migliori prestazioni mondiali dell’anno sono state tre. Nei 400 metri femminili, Amantle Montsho (Botswana) ha fermato i cronometri sul 49”87, migliorandosi di 1/100 e precedendo la statunitense Francena McCorory, capace di abbassare il suo personale a 50”05. Sui 5000, l’etiope Yenew Almirew ha invece fatto segnare un tempo di 12’54”95.

Ritmo molto sostenuto anche negli 800 metri, gara che ha portato l’etiope Mohammed Aman all’ottimo crono di 1’43”61, oltre due decimi meglio del primato mondiale stagionale di David Rudisha. Grande prova anche del sorprendente francese Pierre-Ambroise Bosse, secondo con il suo primato personale (1’43”91). Ha perfettamente approfittato della gara veloce l’azzurro Giordano Benedetti, che ha a sua volta abbassato il proprio record (1’44”67).

Gli atleti italiani sono generalmente rimasti lontani dai migliori, tranne per il caso del sopracitato Giordano Benedetti, e di quello dei triplisti Daniele Greco (17,04 m) e Fabrizio Schembri (16,85 m), secondo e quarto rispettivamente. La gara, vinta dal campione olimpico Christian Taylor (17,08 m) è rimasta di gran lunga sotto le attese, nonostante l’importanza degli atleti presenti. Da segnalare è soprattutto il rientro del francese Teddy Tamgho, terzo con 17,01 m dopo un anno di stop per infortunio.

giulio.chinappi@olimpiazzurra.com

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