Confederations Cup: Italia che spettacolo! 4-3 al Giappone

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Una delle partite più incredibili, pazzesche, folli e divertenti della storia della Nazionale italiana di calcio. Gli azzurri di Cesare Prandelli battono il Giappone con uno spettacolare 4-3 nel secondo match della Confederations Cup. A Recife (Brasile), l’Italia replica così il successo contro il Messico della prima giornata e si guadagna matematicamente la qualificazione alle semifinali del torneo: sabato l’affascinante sfida al Brasile con in palio il primato del girone.

 

Un incontro dalle mille sfaccettature, vissuto su continui ribaltamenti di fronte e caratterizzato da fasi ben precise in cui le due squadre hanno rispettivamente dominato. Senza logiche precise, per cuori forti, ma che andrà assolutamente rivista dal punto di vista tecnico: una difesa ballerina, un gioco che non è mai stato continuo nell’arco dei novanta minuti, un palleggio non soddisfacente e, soprattutto, diverse individualità che non hanno fatto il loro.

 

L’undici di Zaccheroni parte alla grandissima e mette in difficoltà gli azzurri, pressandoli nella loro metà campo. L’equilibrio viene spezzato al 21’ quando De Sciglio sbaglia il retropassaggio a Buffon: Okazaki fiuta l’occasione e il nostro portierone è costretto al fallo (su cui ci sono diversi dubbi). Dal dischetto Honda è impeccabile e fa 1 a o.

 

Alla mezzora Prandelli capisce che così non può andare avanti. Toglie un impalpabile Aquilani, inserisce Giovinco e cambia il modulo: 4-3-1-2. Non funziona immediatamente perché Kagawa si fa largo in area di rigore con un paio di contrasti e con un bellissimo tiro al volo trascina i suoi sul 2-0.

A quel punto l’Italia rischia l’imbarcata e il Sol Levante si diverte pure a farci torello.

 

Il ritmo forsennato dei primi trenta minuti, però, non può essere tenuto a lungo. E il calcio d’angolo di Pirlo imbecca il colpo di testa di Daniele De Rossi che insacca e riduce le distanza: al primo tiro in porta, è subito goal.

E il primo tempo poteva pure finire meglio, se Giaccherini avesse avuto più fortuna su un tiro clamorosamente finito sul palo.

Poco importa, perché al rientro dagli spogliatoi è tutta un’altra musica e in sette minuti la partita viene ribaltata. Al 52’ Giaccherini ci crede su una palla impossibile, vince un contrasto aereo sulla linea di fonda, crossa in mezzo per Balotelli. Ucheda anticipa ma insacca il pallone nella propria rete.

Un pareggio che si trasforma in vantaggio dopo poco più di un minuto quando viene regalato un rigore inesistente all’Italia. Hasebe impalla in scivolata un tiro azzurro, il pallone gli finisce dietro e gli va a sbattere sul braccio. Balotelli non si fa pregare: dagli undici metri è infallibile e fa 3-2.

 

I giochi sembrano chiusi lì, ma clamorosamente il Giappone torna ad aumentare il proprio livello di gioco. E al 69’ arriva l’inevitabile pareggio: punizione di Endo, Okazaki anticipa Montolivo e riporta il match in parità.

A quel punto l’Italia cale nuovamente d’intensità e rischia l’imbarcata. Al 71’ Buffon fa il miracolo su Onda partito in contropiede,

52’, ci crede Giaccherini su una palla impossibile sulla linea di fondo, vince un contrasto aereo crossa in mezzo per Balotelli, Ucheda in anticipo; al 76’ Hasabe tira una bomba che esce di poco. All’81’ l’incredibile: palo e traversa nella stessa azione per il Giappone.

 

Ma cinque minuti dopo il gol che fa esplodere la panchina azzurra: Marchisio va lunghissimo, crossa in mezzo dove c’è un comodissimo Giovinco che insacca il successo. Che sofferenza!

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