Confederations Cup 2013: rigori fatali ad un’ottima Italia, Spagna in finale

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Italia commovente nella semifinale di Confederations Cup 2013: nettamente sfavoriti dai pronostici, gli azzurri mettono in difficoltà per oltre 120 minuti i fuoriclasse della Spagna e si arrendono solo ai calci di rigore a causa di un errore di Bonucci al settimo tiro.

Senza l’infortunato Mario Balotelli, Cesare Prandelli vara un inedito 3-4-2-1 con Candreva e Marchisio alle spalle dell’unica punta Gilardino e Maggio e Giaccherini sulle fasce. Il tecnico degli azzurri, dunque, in fase di copertura limita il possesso palla iberico evitando che diventi pericoloso negli ultimi 25 metri di campo grazie ad una difesa che, spesso e volentieri, risulta composta da una linea a 5.

E, nel primo tempo, la tattica dell’Italia è perfetta. Spagna quasi mai pericolosa e salvata, in più occasioni specialmente su Maggio di testa, dalle parate di Casillas. Ci provano anche Marchisio e Gilardino, ma la mira non è delle migliori, e il diagonale di poco a lato di Torres al 37′ è solo un fuoco di paglia nei primi quarantacinque minuti più che abulici della Roja. Si va al riposo sullo 0-0, l’intervallo è vitale per recuperare gli sforzi a causa del grande caldo e gli azzurri dimostrano di poter mettere paura a Piqué e compagni.

Nella ripresa Prandelli perde Barzagli: al suo posto entra Montolivo e De Rossi scala nella posizione di difensore centrale. La pausa però sembra aver giovato ai campioni d’Europa e del mondo in carica, pericolosi con il neo entrato Jesus Navas ed Iniesta. L’Italia controlla, rischia il minimo e cerca di pungere in contropiede. Al 68′ la conclusione di Marchisio è deviata in corner da Piqué, quattro minuti più tardi un colpo di testa di Chiellini termina alto di poco. Al 79′ arriva il momento di Aquilani, che subentra ad un esausto Marchisio, e la palla buona per sbloccare il match capita sui piedi di Piqué all’84’. Il difensore del Barcellona, proiettato in avanti, fallisce però la conclusione calciando alto. Il caldo e la stanchezza escono alla distanza e prendono il sopravvento sulle due compagini: si arriva alla fine dei tempi regolamentari ancora a reti bianche, è tempo di supplementari.

Un immenso Gilardino si accomoda in panchina, la terza carta di Prandelli è Giovinco. L’Italia, con le ultime forze rimaste, continua ad attaccare e colpisce un palo con Giaccherini al terzo minuto, ma alla lunga cresce la Spagna che sfiora il gol con Piqué, Jordi Alba e Xavi. Gli ultimi quindici minuti, illuminati da un mancino di poco a lato di Mata, vedono pareggiarsi il conto dei legni con una conclusione da fuori di Xavi smanacciata da Buffon sul montante alla propria sinistra. Ma non c’è più tempo, l’avversaria del Brasile verrà decisa dalla lotteria dei calci di rigore.

Candreva inizia con il cucchiaio, per infondere una notevole iniezione di fiducia ai compagni in stile Pirlo con l’Inghilterra nel 2012. Dieci tiri, cinque per parte, zero errori. La tensione è palpitante, si va ad oltranza. Montolivo segna, Busquets anche. E’ la volta di Bonucci, che tira alto e consegna a Jesus Navas la possibilità di portare la Spagna in finale contro il Brasile. Possibilità subito sfruttata, all’Italia rimangono l’amarezza per un’ottima partita, la finalina per il bronzo domenica alle 18 contro l’Uruguay e la consapevolezza di poter crescere ancora in vista dei Mondiali 2014. E le lacrime, doverose.

 

francesco.caligaris@olimpiazzurra.com

Twitter: @FCaligaris

Foto da: ilnuovoamico.it

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