Confederations Cup 2013: Italia-Giappone 4-3, le pagelle di una folle partita

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Gianluigi Buffon, 6,5: la firma del capitano, alla fine, c’è sempre. Freddo nel chiudere lo specchio ad Honda nel secondo tempo, ma ad una difesa completamente assente dovrà essere anche lui a suonare la sveglia.

Cristian Maggio, 5: Kagawa è un incubo praticamente e solo di rado riesce a bloccarne le avanzate. Non è un fattore in fase offensiva, dove spinge ma non incide. Per il momento, Abate gli è davanti e non di poco. (dal 60′ Ignazio Abate, 6: decisamente meglio di Maggio, soprattutto in difesa. Tiene botta di fronte ad un indemoniato Kagawa e a Honda.)

Andrea Barzagli, 5,5: macchinoso come mai negli ultimi due anni. Eppure riesce a salvarsi spesso, anche se la velocità dei nipponici lo mette in imbarazzo su alcune ripartenze. Imballato.

Giorgio Chiellini, 5: nel primo tempo tiene nonostante le numerose difficoltà, con la consueta forza e prepotenza fisica. Cala vistosamente nella ripresa, quando è protagonista di alcune dormite da circoletto rosso. In grande sofferenza.

Mattia De Sciglio, 5: gravissimo l’errore sull’azione che porta al rigore del vantaggio nipponico. Con il passare dei minuti sembra riprendersi, ma sulla fascia sinistra Uchida è un cliente scomodo in ambedue le fasi e mettere in mostra le sue qualità non è per nulla facile.

Alberto Aquilani, 4,5: totalmente in balìa di Endo, Honda e Kagawa. Talmente spaesato e fuori posizione da indurre Prandelli a cambiarlo dopo 30 minuti di frustrazione per il romano. (dal 30′ p.t. Sebastian Giovinco, 6,5: è vivace, ma non è certamente lui a dare la scossa decisiva sul finire del primo tempo. Alterna pochi alti e tanti bassi, ma alla fine è al posto giusto al momento giusto. Ed è la cosa più importante.)

Andrea Pirlo, 4,5: soffre il dinamismo del centrocampo giapponese, sia in fase di costruzione che di ripiego. Poca lucidità e tante palle perse per il regista juventino, che accusa evidenti segni di logorio fisico ed atletico.

Daniele De Rossi, 6,5: in pratica, si vede in due occasioni: con la super testata che scuote l’Italia per l’1-2 e con la splendida imbucata per Marchisio in occasione del gol di Giovinco. Insomma, decisivo, seppur durante il match si prenda delle pause anche fin troppo lunghe. Diffidato, l’ammonizione rimediata gli farà saltare il Brasile.

Emanuele Giaccherini, 7,5: tante le critiche riguardo al suo massiccio utilizzo in nazionale, ma la vera anima di questa Italia è lui. Non solo corsa e spirito di sacrificio, ma anche qualità, oltre al solito equilibrio che dà alla squadra; sfiora un gol e ne propizia un altro. Al momento è imprescindibile. (dal 68′ Claudio Marchisio, 6,5: vale più o meno lo stesso discorso fatto per De Rossi: una sola palla toccata, ma fondamentale, ovvero l’assist per Giovinco. Per il resto, non si vede granché.)

Riccardo Montolivo, 4: contributo rasente allo zero per il milanista, fuori dal gioco e da ogni azione. Per di più, si perde Okazaki nell’occasione del 3-3 ed è svagato in fase difensiva. Inesistente, brancola nel buio.

Mario Balotelli, 6,5: potrebbe portare a spasso Yoshida e Konno in qualsiasi momento, ma per qualche strano motivo si limita al compitino. La differenza sul piano fisico, però, si vede ugualmente e la fa valere. I rigori, poi, sono una pura e semplice formalità.

Cesare Prandelli, 5: cambia in corsa il 4-3-2-1 sconfessato subito dal palleggio e dalla velocità giapponese, ma i primi 30′ sono imbarazzanti. Con il classico rombo la situazione è ribaltata, ma le lacune fisiche e mentali di questa squadra emergono di nuovo prepotentemente e una sofferta vittoria non può oscurarle. Tanto lavoro da fare…

Giappone: Kawashima 6; Uchida 5,5 (Sakai dal 73′ 6.), Yoshida 5,5, Konno 6, Nagatomo 6,5; Endo 6, Hasebe 6,5 (dal 91′ Nakamura sv.); Okazaki 7,5, Honda 7, Kagawa 8; Maeda 6 (dal 78′ Havenaar sv.). All. Zaccheroni 7

 

daniele.pansardi@olimpiazzurra.com

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