Ciclismo | Moreno Moser e il Tour: uno spartiacque

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Quando, finita la scorsa stagione, avevamo parlato con Moreno Moser, era più che conscio del fatto che, alla seconda stagione da pro, ottenere gli splendidi risultati della prima sarebbe stato quasi impossibile. Eppure, a giugno ormai inoltrato, il nipote del grande Francesco ha lasciato più di qualche dubbio praticamente in tutte le competizioni cui ha preso parte, escludendo, ovviamente, la splendida vittoria alla Strade Bianche.

I segnali più sconfortanti sono arrivati durante il trittico delle Ardenne, gare per cui l’alfiere della Cannondale sembra disegnato. Eppure niente. Non solo sono completamente mancati gli acuti, ma la melodia è stata quasi terrificante, con Moser sempre nelle ultimissime posizioni delle classifiche a minuti e minuti dai primi. Le cose sono migliorate solamente al GP Francoforte, dove ha chiuso secondo alle spalle di un ottimo Spilak. Sembrava poter essere un nuovo, inizio, ma non è stato così. Dopo un periodo di pausa, al Giro di Svizzera Moreno Moser è tornato nell’anonimato, così come al Campionato Italiano, anche se la concorrenza, in fondo, non era esattamente paragonabile a quella internazionale. Oltre la ventesima posizione nella prova in linea, mentre a cronometro, specialità nella quale durante la stagione si era difeso, ha chiuso 14esimo.

Il prossimo appuntamento, per lui, sarà il Tour de France, più che mai importante. Non tanto per i risultati in sè, ma per ritrovare un colpo di pedale che possa permettergli di tornare a giocarsi posizioni consone al suo talento. La stagione non sta certamente per finire e se dovesse tornare ai suoi livelli abituali potrebbe ancora giocare un ruolo importante nella classiche di agosto, nella settimana iridata e al Lombardia.

In ogni caso, niente allarmismi! Il secondo anno, storicamente, è il più difficile, specialmente quando la pressione, dei media e non solo, è altissima.

gianluca.santo@olimpiazzurra.com

Foto: divulgação

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