Basket, Finale Scudetto: i pro ed i contro di Roma e Siena

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Entra nel vivo la finale scudetto di basket: dopo le prime due gare giocate al PalaTiziano di Roma, la sfida trasloca da questa sera al PalaEstra di Siena, ma avrà comunque una nuova puntata nella Capitale. La vittoria di Roma in gara 2 infatti prolungherà la serie almeno fino a gara 5, ma non è affatto impensabile che il tutto possa risolversi direttamente il 23 giugno con l’ultima sfida per il tricolore.

Le prime due gare del Pala Tiziano hanno messo in mostra due squadre sostanzialmente equilibrate, ma la vittoria in gara 1 e la resa soltanto nel finale di gara 2, fanno pendere il pronostico leggermente a favore dei senesi. Non è un caso del resto che il quintetto di coach Banchi sia giunto alla sua ottava finale consecutiva, la prime dell’era post Pianigiani: nonostante il gruppo sia stato profondamente rinnovato, la Mens Sana non sembra aver minimamente perso l’appetito e la fame di vittoria è forte anche in Daniel Hackett e compagni.

Proprio Hackett sarà l’ago della bilancia per i campioni d’Italia in carica: se gira lui (come ampiamente testimoniato in gara 1),  gira tutta la squadra; nel finale di gara 2 invece il suo calo si è fatto sentire ed ha inciso anche sulle prestazioni dei vari Moss, Ress e Carraretto. Bene dalla lunga distanza in gara 1, Siena ha pagato a caro prezzo un break di 10-0 nel finale del 3° periodo in gara due, quando sembrava aver la gara in pugno.

Dall’altra parte Roma, che ritorna in finale dopo 5 anni e si ritrova di fronte nuovamente Siena: questa volta però la sfida è nettamente più equilibrata rispetto al 4-1 finale della stagione 2007-2008, con i capitolini che riuscirono ad imporsi (seppur con lo scarto maggiore di tutta la serie) soltanto in gara 4.

Coach Calvani rischia seriamente di entrare nella storia della pallacanestro romana: con un roster imbottito di giovani e scommesse – complice anche la riduzione di budget di patron Toti – l’ex coach di Varese ha fatto definitivamente esplodere Gigi Datome, maturato a tal punto da diventare anche capitano della squadra.

Lawal, Taylor, Jones e Goss girano a meraviglia quest’anno ed i presupposti per ritentare un’impresa al PalaEstra (clamoroso il 70-94 in regular season) ci sono tutti, ma sarà necessaria una grande difesa ed una prova collettiva maiuscola in attacco. Lawal e Datome sono stati eccezionali in gara due, ma da soli non potranno fare miracoli anche al PalaEstra. Ma la Calvani band sembra avere tutte le intenzioni per sovvertire il pronostico iniziale e riportare il tricolore all’ombra del Colosseo 30 anni dopo il primo trionfo.

gianluigi.noviello@olimpiazzurra.com

Twitter: @Giannoviello

 

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