Atletica, Golden Gala: le pagelle di Olimpiazzurra

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Golden Gala ormai archiviato (clicca qui per la cronaca e i risultati) ed è tempo di pagelle per gli atleti scesi in pista all’Olimpico di Roma nella quinta tappa di Diamond League, il circuito itinerante dell’atletica leggera.

 

LA MANCATA SUPER PRESTAZIONE: 2. C’erano tante micce sul tavolo del Golden Gala. Nessuna si è accesa. Non sono usciti risultati di rilievo, i grandi big hanno deluso e il meeting è risultato stranamente deludente per quanto riguarda le prestazioni. Un vero peccato perché gli organizzatori, come sempre, avevano imbastito un parterre fantastico, la comunicazione era risultata al top, l’Olimpico meraviglioso come sempre, ma la pista…

 

USAIN BOLT: 4. Costa tantissimo dare un’insufficienza così pesante all’icona principale della disciplina, all’uomo che ha rivoluzionato il suo sport e l’ha diffuso in giro per il Mondo. Il super campione di tutto, però, si è reso protagonista di una bruttissima recita di fronte a un pubblico che gli ha dimostrato tantissimo calore e che lo osanna ogni volta che scende nella capitale. Il giamaicano è visibilmente in ritardo di condizione: una corsa così imballata, senza progressione e fluidità non si è mai vista da parte del Fulmine che ieri ha tuonato un misero (per lui) 9.95. Non era lecito aspettarsi una super prestazione, sarebbe stata una sorpresa e non ce n’era l’odore, ma qualcosina meglio assolutamente sì. Quantomeno la vittoria, che invece è andata a Justin Gatlin con 9.94. Gay è già a 9.86: arriveranno presto gli altri eroi?

 

DANIELE GRECO: 8. Il pugliese arriva secondo in una tappa di Diamond League immediatamente dietro al campione olimpico e mondiale Chris Taylor, realizza una misura di tutto rispetto (17.04) visto che siamo solo a inizio giugno e fa capire ancora una volta che ha un potenziale immenso. Dopo l’oro agli Europei indoor e un infortunio che poteva condizionare tutta la stagione, il triplista azzurro non demorde ma si fa ancora condizionare dai crampi nervosi che potrebbero diventare davvero un problema nel prossimo futuro. Tornerà in allenamento con una cosa da migliorare su tutte: l’asse di battuta. Vista la rincorsa eccezionale che ha (indubbiamente il più veloce del circuito), va sfruttato al meglio il momento dello stacco.

 

GIORDANO BENEDETTI: 8. Il voto è alto perché non ci aspettavamo una prestazione del genere da parte del 24enne che ci ha sorpreso con un super 1:44.67 sul doppio giro di pista, chiudendo al quarto posto davanti a big come Kiprop e Kitom. Quel tempo lo spedisce tra i migliori sei italiani di sempre della specialità. Una serata indimenticabile.

 

RENAUD LAVILLENIE: 5.5. Caduto Bolt, il francese era l’unico che potesse regalarci il risultato di prestigio ed era chiamato a farlo dopo la spettatore prova di Eugene. Nella capitale erano attesi i 6 metri, ma il transalpino non ha ingranato la marcia per le altissime misure come ci ha abituato ed ha chiuso al secondo posto.

 

MICHAEL TUMI: 5. Non possiamo ritenerci soddisfatti della prova del nostro centometrista. Dopo l’eccellente 10.19 di due settimane fa, che l’aveva proiettato tra i migliori sette azzurri all-time, il vicentino si ferma a un modesto 10.29 nell’occasione più bella e che poteva spingerlo al 10.15 del minimo A per i Mondiali. Uscito bene dai blocchi, si è perso sulla distanza forse risentendo di qualche sforzo attorno agli 80 e non chiudendo benissimo. Sicuramente questa uscita con i big (tra l’altro non al top) sarà servita al bronzo europeo sui 60m per capire qualcosa dal punto di vista tecnico e provare ad aggiustarlo già nelle prossime uscite (nel weekend dovrebbe essere presente al Memorial Nebbiolo).

 

LE OSTACOLISTE AZZURRE: 6. I 100hs erano la gara con più azzurre al via e che prevedeva scintille. Dopo il record italiano registrato domenica ad Orvieto, Veronica Borsi correva il suo primo Golden Gala e si è sicuramente fatta prendere dall’emozione: il 12.97 vede un peggioramento di ben due decimi sullo storico 12.76 di quattro giorni fa, ma era difficile fare di meglio di fronte al blocco statunitense che ti scappa via subito in partenza. Inseguire in una disciplina così tecnica non è assolutamente facile: ora servirà macinare allenamenti sulla fase di partenza e limare ancora qualcosina sugli ultimi ostacoli, anche se la tecnica della romana non va messa in discussione anche perché le ha consentito di correre sotto i 13’’ per la seconda volta in carriera. Per Marzia Caravelli un altro 13.01 a conferma del suo livello, mentre Micol Cattaneo chiude sotto le aspettative in 13.07.

 

ALESSIA TROST: 5.5. La nostra grandissima promessa faceva il suo debutto stagionale outdoor dopo una stagione invernale memorabile che l’ha portata ai fatidici due metri. La friulana, però, risente ancora dell’emozione del grandissimo palcoscenico e si ferma a quote che per lei dovrebbero ormai essere delle pure formalità. Ieri 1.92 è diventato ostico per la ventenne uscita anzitempo dalla gara: peccato perché il terzo tentativo era altissimo, ma il richiamo non ha funzionato. Quanto meno avrebbe eguagliato il proprio personale all’aperto, ma serviva comunque qualcosa in più per ritenersi soddisfatti. Ora si torna a casa con una tecnica da rivedere, da migliorare e da studiare perché le grandi occasioni stanno per arrivare nella stagione che già l’ha consacrata ma che potrebbe anche incoronarla.

 

ATLETICA ITALIANA: 5. Un voto che fa un po’ la media tra le diverse performance degli azzurri. Dopo un avvio di stagione scoppiettante tra record italiani abbattuti, medaglie vinte agli Europei indoor, uno stato di salute generale eccellente dopo il cambio al vertice federale, è arrivato un deciso passo indietro (globale, con dovute eccezioni) alla prima occasione internazionale. Speriamo sia un semplice caso. O, salvo le dovute eccezioni, soffriamo i palcoscenici importanti? Serve un esame approfondito, per poi ripartire. Il Golden Gala è il primo vero termometro della stagione outdoor: analizzare fin da subito per poi presentarci al meglio ai Mondiali.

 

GIUSEPPE GIBILISCO: 6.5. L’abbiamo rivisto a quote abbastanza nobili: il 5.60 (minimo B per i Mondiali) ottenuto al terzo tentativo potrebbe essere una buona iniezione di fiducia per il siciliano.

YADISLEIDIS PEDROSO. Dare un voto sarebbe ingeneroso. Fare 54.38 sui 400m piani quando due settimane fa si è realizzato il record italiano sul giro di pista con ostacoli in 54.54 è una stonatura bella e buona.

MARGHERITA MAGNANI: 6.5. Minimo B per i Mondiali con 4:08.87 sui 1500m nonostante una semicaduta all’ultimo giro. Può essere soddisfatta.

EMANUELE ABATE: s.v. Un 13.63 un po’ amaro sui 110hs. Poteva essere l’occasione per fare lo stagionale e invece ci arriva a un centesimo. Stagione difficile dopo i problemi invernali e tutta in salita: ci sorprenderà come nel 2012?

FABRIZIO SCHEMBRI: 7. Molto bene il triplo dell’atleta di Rovellasca che chiude al quarto posto con 16.85.

 

RAPHAEL HOLZDEPPE: 8. L’unico che prova a sollevare una serata scialba facendo piazzare l’asticella a 6.02. Peccato che non sia riuscito nel colpaccio: il secondo tentativo non era male.

LE TRE MIGLIORI PRESTAZIONI MONDIALI STAGIONALI: 9. Anche se la stagione deve ancora decollare, facciamo i complimenti all’etiope Yenew Alamirew (5000m in 12:54.95), ad Amantle Montsho (49.87 sui 400m) e all’etiope Mohammed Aman (1:43.61 sugli 800m).

IMMAGINE DELLA SERATA: Il tuffo di Johnny Dutch che vola sulla linea del traguardo dei 400hs e beffa il portoricano Javier Culson.

 

PUBBLICO: 52305. Un voto per ciascuno spettatore sugli spalti dell’Olimpico. Una delle affluenze maggiori degli ultimi anni, indubbiamente la più grande per una gara di atletica nel Mondo tolte rassegna iridata e Olimpiadi. Il Golden Gala è comunque il meeting più seguito del Pianeta: ce sta poco da fa’.

 

stefano.villa@olimpiazzurra.com

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