Atletica, Diamond League: il nuovo lampo di Bolt a Oslo

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A Oslo, sesta tappa della Diamond League, il circuito itinerante dell’atletica leggera. Parterre con pochi big al via, indubbiamente il più scarso di questo avvio di stagione, ma con una stella che ha illuminato.

 

Dopo la debacle del Golden Gala, Usain Bolt respinge tutte le critiche piovutegli addosso con un favoloso 200m. Il giamaicano, campione olimpico e mondiale della specialità, realizza un eccellente 19.79 che gli vale la miglior prestazione mondiale stagionale. Mai dare per morto il Fulmine: i campioni veri, quelli che rivoluzionano la propria disciplina hanno sempre l’asso nella manica. Dopo la corsa imballata di Roma, Usain ritrova fluidità nella propria corsa anche se manca ancora nel finale di corsa. Il vuoto dietro di lui in una gara che non è mai stata tale: secondo il norvegese Jaysuma Saidy Ndure (20.36), terzo il britannico James Ellington (20.55). Una prova che gli ha ridato fiducia ma che avrà bisogno di una contro prova nelle prossime settimane.

 

Sui 100m ostacoli attesissima la nostra Veronica Borsi, alla quarta gara in dieci giorni. La romana festeggia il suo 26esimo compleanno con un soddisfacente 12.99 (per la terza volta in carriera sotto i 13’’). Alla terza prova di Diamond League stagionale dopo aver rotto il ghiaccio a Doha dopo aver leggermente steccato a Roma, arriva un soddisfacente quarto posto a riprova della caratura della primatista italiana. Davanti a lei campionesse affermate: vince la britannica Tiffany Porter (12.76 proprio come il record che detiene Veronica), seconda la belga Sara Aerts(12.95), terza la austriaca Beate Schrot (12.97).

 

L’altra azzurra in pista era Yadisleidy Pedroso. L’italo-cubana non si conferma sui livelli della bellissima prova di Doha che un mese fa le regalò il record italiano (54.54). Per lei arriva un deludentissimo 55.68 che la relega al settimo posto. Dopo la mancata partecipazione negli States, dopo gli scialbi 400m piani del Golden Gala, arriva ancora una prova deludente.

 

La russa Svetlana Shkolina torna al successo, questa volta da sola, dopo un bruttissimo infortunio che l’aveva tagliata fuori dai giochi per 18 mesi. 197cm le bastano per tornare sul gradino più alto del podio dopo il Golden Gala quando però vi salì insieme alla connazionale Anna Chicherova. La campionessa olimpica oggi si deve accontentare del terzo posto con 1.95m saltato alla prima prova. L’errore a 1.85m, però, le costa il secondo posto in favore della svedese Emma Grineentregaro che è arrivata alla misura con un percorso netto. Blanka Vlasic, invece, non è in serata: 1.85m alla prima prova poi tre gravi errori a 1.90m. L’icona della disciplina è ancora altalenante.

 

Si fa serissimo sui 5000m. Assolo dell’etiope Meseret Defar che realizza la nuova miglior prestazione mondiale stagionale (14:26.90) davanti alla keniota Viola Kibiwot (14:33.48) e alla connazionale Genzebe Dibaba (14:37.68).

Tempi  altissimi sui 400m. Vince Youssef Masrahi (45.33) davanti a Ramon Miller (45.58) e a Nigel Levine (45.63).

I 3000m siepi sono del Kenya. Primo Conseslus Kipruto (8:04.48), secondo Ezekiel Kemboi (8:07.00), terzo Hillary Yego (8:09.01).

800m femminili di poco fascino e con tempi alti. Prima la russa Yekaterina Poistogova (1:59.39), seconda l’ucraina Nataliya Lupu (1:59.59), terza la keniota Janeth Jepkosgei (2:00.09).

Il Miglio, assimilato ai 1500m per la Diamond League, è del gibutano Ayanleh Souleiman (3:50.53), davanti a Nixon Chepseba (3:50.95), terzo il keniota James Magut (3:51.11).

 

Nel salto con l’asta le prime cinque realizzano lo stagionale. Vince la tedesca Silke Spiegelburg (4.65) davanti alla greca Nikoleta Kyriakopoulou (4.60) e alla polacca Anna Rogowska. Grandissimo delusione per la campionessa Fabiana Murer: la brasiliana entra in gara a 4.50 ma commette tre errori.

Nel lungo successo per la colombiana Caterine Ibarguen (14.81) davanti all’ucraina Olha Saladuha (14.56) e alla russa Anna Pyatykh (14.16).

 

Bella bordata del ceco Vitezslav Vesely che scaglia il giavellotto a 85.96, distanziando il finlandese Tero Pitkamaki (84.74) e al tedesco Thomas Rohler (82.83).

Nel lancio del disco, privo dei Robert Harting che nel weekend ha perso l’imbattibilità dopo 1010 giorni, vince l’estone Gerd Kanter (65.52), davanti all’iraniano Ehsan Hadadi (64.63) e al polacco Robert Urbanek (64.58).

Il getto del peso era privo di grossi contenuti. Vince la tedesca Christina Schwanitz (20.10) dominando davanti alla connazionale Nadine Kleinert (18.17) e alla cilena Natalia Duco (18.00).

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