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Vincenzo Nibali e una “pazza idea” chiamata Tour



Premessa importante: un Tour de France non si improvvisa. Anzi, la Grande Boucle è presumibilmente la corsa da preparare meglio, con una meticolosità quasi esasperata. Più in generale, è difficile pensare che un atleta, per quanto in stato di grazia, possa cambiare improvvisamente i suoi programmi, decidendo di partecipare ad una gara a tappe del genere. Tuttavia, Vincenzo Nibali

Vincenzo Nibali potrebbe farci un pensiero. Il percorso non è così proibitivo per le sue caratteristiche: un totale di 65 km a cronometro individuale (l’anno scorso erano quasi 100), una cronosquadre di 25 km (ma l’Astana ha dimostrato di non avere nulla da temere), montagne storiche come Ventoux e Alpe d’Huez, persino qualche “mangia e bevi” che ricorda quelli incontrati nella prima settimana del Giro (a partire dalla seconda frazione con traguardo ad Ajaccio). Insomma, un tracciato che sembra molto diverso da quello 2012, il quale era davvero disegnato con il compasso per Bradley Wiggins. Il campo partenti ovviamente sarà di livello assoluto, con un Alberto Contador-tanto per fare un nome-che da mesi si concentra unicamente su questo obiettivo, più la corazzata Sky, Valverde, Rolland, De Gendt, Hesjedal, Rodríguez, Evans…tutti i big, compresi quelli assenti al Giro.

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Lo ripetiamo ancora una volta: il Tour non si improvvisa. Correre sulle ali dell’entusiasmo sarebbe da pazzi. Però, al momento, Nibali non deve temere nessuno. Se per caso dovesse rendersi conto, tra qualche settimana, di avere una condizione ancora ottimale, allora forse gli converrebbe provare. Senza nessun obbligo di “doppietta”, sia chiaro, perché la sua stagione resta già straordinaria così com’è. Anche perché siamo convinti che, senza fretta, lo Squalo abbia tutte le potenzialità per salire un giorno sul gradino più alto del podio di Parigi.

foto tratta da roadcycling.cz

marco.regazzoni@olimpiazzurra.com

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