Sci: le prospettive delle discesiste azzurre verso Lake Louise

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Come da tradizione, la pista di Lake Louise sancirà l’inizio delle ostilità per le velociste del Circo Bianco, che nelle primissime gare di stagione, tra Sölden, Levi e Aspen, ha lasciato spazio unicamente alle specialiste delle prove tecniche.

La squadra azzurra, allenata nelle veloci da David Fill, si presenta in Canada con buone ambizioni. Anzitutto, la veterana Daniela Merighetti, trentun anni compiuti in estate, vorrà senz’altro ripetere quella che è stata la sua migliore stagione in carriera, con il primo, ambitissimo successo a Cortina seguito da un altro podio a Bansko: ripensando agli ultimi anni, c’è un certo rammarico per le tante gare letteralmente “buttate via” da Dada con un’uscita o un errore quando il cronometro le stava dando ragione, ma la vittoria sulle Tofane potrebbe averle dato, finalmente, una nuova sicurezza. E la sicurezza, la certezza nei propri immensi mezzi deve essere la bussola anche per Elena Fanchini: a Lake Louise, l’argento iridato di Bormio ha colto la sua unica vittoria e si è sempre trovata perfettamente a proprio agio, grazie alla grande scorrevolezza. Nella scorsa annata, la più esperta delle tre sorelle camune (Nadia tornerà a fare velocità da St.Moritz) è sembrata in progresso sotto l’aspetto tecnico, pur avendo perso qualcosina in quanto a sensibilità: riuscisse ad unire le due doti e, soprattutto, a sentirsi più “sicura” sui salti e nei passaggi più impegnativi, sarebbe in assoluto una delle migliori discesiste del mondo. Elena Curtoni, atleta dotata di una grande tecnica, deve invece proprio progredire sul piano della scorrevolezza, per poter essere competitiva in discesa, particolarmente su una pista del genere: quest’anno dovrà davvero dimostrare di aver fatto il salto di qualità anche sotto questo profilo.

Lucia Recchia è una ragazza che, tantissime volte, ha dimostrato di saper stare con le più veloci del mondo: tuttavia, la sfortuna non l’ha mai lasciata stare, compromettendole anche la scorsa annata che pure era iniziata molto bene proprio a Lake Louise. Nonostante i 32 anni, la finanziera di Brunico non ha perso la voglia di battagliare e potremmo rivederla, in posizioni di prima fascia, già da questo appuntamento. La gardenese Verena Stuffer è invece un’atleta regolare, stabilmente ancorata alla quindicesima posizione, a testimonianza di un livello comunque molto buono: sarà interessante notare i suoi, eventuali progressi che potrebbero avvicinarla ancora di più alla vetta delle specialità veloci. Camilla Borsotti, nella passata stagione, ha iniziato a macinare punti-pur in posizioni di rincalzo-anche nelle prove veloci, dopo aver brillato unicamente in supercombinata: prima delle Olimpiadi di Torino 2006, la carabiniera di Bardonecchia era considerata uno dei talenti più cristallini a livello mondiale, poi, evidentemente, qualcosa è andato storto. Anno dopo anno, con una costanza invidiabile, questa ragazza classe 1988 ha iniziato la sua personalissima risalita, che già a Lake Louise potrebbe marcare una nuova tappa. La romana Francesca Marsaglia, al pari del fratello, è in progresso step by step e proprio a Lake Louise ha ottenuto un tredicesimo posto che è finora il suo miglior risultato nel massimo circuito: a lei il compito di continuare sulla strada del miglioramento. Infine, la veronese Enrica Cipriani era già nel giro di Coppa del Mondo tre stagioni fa, salvo poi uscirvi per i risultati che non arrivavano: la poliziotta è rientrata nel “giro” giusto grazie alle grandi prestazioni in Coppa Europa, guadagnandosi il posto fisso tanto in supergigante quanto in discesa.

E proprio dal “posto fisso” ci sentiamo di fare un’ultima riflessione. Nella passata challenge europea, oltre alla Cipriani, anche Lisa Magdalena Agerer e Sofia Goggia sono state in vetta nelle discipline veloci: la prima, vincitrice del trofeo assoluto, avrebbe diritto di partecipare a tutte le gare di CdM, la seconda a quelle di supergigante. Per quanto la bergamasca venga dal recupero di un grave infortunio (e le prime performance continentali, seppur in slalom, inducono all’ottimismo), stupisce che i tecnici non abbiano preso in considerazione questi giovani talenti per la trasferta canadese.

foto tratta da sport.sky.it

marco.regazzoni@olimpiazzurra.com

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