La ricerca della continuità di Matteo Manassero

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Il golf italiano sta vivendo, probabilmente, uno dei momenti migliori della sua storia. E l’ascesa sembra destinata a continuare per molti anni a venire, grazie alla stella di casa Italia, Matteo Manassero. Il veronese è ormai in rampa di lancio verso l’élite del golf europeo, è sotto gli occhi di tutti e con la vittoria a Singapore ha battuto l’ennesimo record di precocità, diventando il primo teenager a conquistare tre trofei sull’European Tour.

Un talento puro, capace di far sognare tutti i suoi tifosi, dotato anche di una straordinaria capacità di tenere i nervi saldi nei momenti decisivi. L’ennesima dimostrazione è arrivata nell’Open asiatico, nel playoff contro Louis Oosthuizen, già vincitore di un major nel 2010. Non proprio uno sprovveduto. Eppure Matteo ha prevalso, con un lungo e spettacolare putt che gli ha regalato l’eagle della vittoria e del riscatto. Perché in una stagione decisamente altalenante, il risultato ottenuto in quel di Singapore è fondamentale, per il morale del veronese e per le classifiche. Significativi, infatti, i balzi compiuti sia nella Race To Dubai che nel ranking mondiale: nell’Ordine di Merito europeo è salito addirittura al 13esimo posto, scavalcando ben 20 golfisti, mentre ricomincia la scalata nella graduatoria mondiale, che lo vede adesso n.46. Ancora per poco, naturalmente.

Com’è naturale vivere tra alti e bassi la propria carriera a 19 anni. Quello che manca al nostro Manassero è proprio la continuità tra un torneo e l’altro, talvolta anche nei quattro giri di una singola gara. Debolezze mentali che lui stesso ha dichiarato di patire in passato e che sta cercando di migliorare. Le sei top ten conquistate quest’anno sono di assoluto rilievo, ma contrastano con le scialbe prestazioni offerte nei major e nei vari tornei del circuito europeo. Dopo il successo di domenica, in molti hanno tirato fuori di nuovo il paragone con Rory McIlroy, ma Matteo sa che dal nordirlandese, ora, si può solo imparare. Ancora lontani gli standard di gioco e la regolarità pazzesca del n.1 delle classifiche europee e statunitensi.

Di tempo per maturare definitivamente ce n’è in abbondanza: diventare un campione si può. Manassero ha già stupito tutti e potrà continuare a farlo in futuro. Continuità dovrà essere la parola d’ordine per il veronese nei prossimi mesi, ma non solo: nella giornata di domani, si apriranno le danze all’Hong Kong Open, da giocare su un percorso che potrebbe esaltare le qualità di Matteo. L’occasione è ghiotta per poter dare, finalmente, continuità ad una straordinaria performance come quella singaporiana. Ad Hong Kong, peraltro, il primo giro lo giocherà proprio insieme a McIlroy. Un’occasione d’oro per misurarsi con il più forte al mondo, con la speranza di poter ammirare, tra qualche anno, questi due fenomeni in ben altri contesti. A contendersi un major magari, o in coppia alla Ryder Cup. Senza dimenticare l’Olimpiade di Rio2016. La ricerca della continuità (e della felicità?), intanto, va avanti.

Foto: diario.latercera.com

daniele.pansardi@olimpiazzurra.com

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