‘Italia, come stai?’: baseball, si sogna in grande; ok fondo e canottaggio, ma…

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L’Italia si è confermata sul trono europeo del baseball sconfiggendo in trasferta i campioni del mondo dell’Olanda. Un’impresa titanica per due aspetti: modalità (8-3 la finale ed azzurri apparsi decisamente superiori ai rivali orange) e tempistica (la selezione tricolore non vinceva un titolo continentale nei Paesi Bassi dal 1977).
La nazionale di Mazzieri si è affermata grazie ad un lineup di ben altro spessore rispetto alla concorrenza (micidiali in particolare Infante, Avagnina e La Torre) e con un parco lanciatori completo e ricco di alternative (sugli scudi Panerati, Da Silva ed anche la rivelazione Mariotti). E’ un’Italia consapevole della propria forza, con uno spirito di squadra che consente di superare senza affanni le difficoltà (lo svantaggio iniziale nella finalissima avrebbe potuto minare le certezze, invece il gruppo si è compattato ulteriormente).
Messo in bacheca il decimo oro europeo della storia, il secondo consecutivo, per il nostro baseball è già tempo di guardare al futuro. Abbiamo sconfitto i detentori del titolo iridato: ciò significa che in questo momento quella azzurra è una formazione capace di battagliare ad armi pari anche con potenze come Usa, Cuba e Giappone? Non siamo così distanti da una risposta affermativa, considerando che gli azzurri avevano conquistato uno storico bronzo nella Coppa Intercontinentale del 2010. E’ bene sottolineare, però, come in questo sport i valori in campo mutino quasi sempre in ogni competizione a seconda della disponibilità dei giocatori militanti nelle leghe americane. Fondamentalmente, è questo il motivo che ne ha provocato l’esclusione dai Giochi Olimpici. L’Olanda, ad esempio, seppur altamente competitiva, non poteva contare sullo stesso roster del 2011,  così come tutto cambierà nel 2013 con il World Classic, un vero e proprio campionato del mondo cui prendono parte tutti o quasi i campioni dell’MLB. In vista di questo appuntamento anche il volto dell’Italia muterà, e non poco. Di certo faranno parte della selezione tricolore anche Alex Liddi (primo italiano di formazione a giocare nel più prestigioso campionato statunitense) ed Alessandro Maestri (che si sta ben comportando nella Lega giapponese), così come certo sarà l’innesto di diverse stelle italo-americane dell’MLB (si è parlato, tra gli altri, di Mike Napoli, Chris Iannetta e Cody Scarpetta), molte delle quali stanno presentando una candidatura di propria iniziativa: sì, l’Italia, anche Oltreoceano, piace e stuzzica sogni mondiali.
Non dimentichiamo, tuttavia, che diversi elementi della rosa campione d’Europa rappresenteranno delle garanzie anche in vista dell’appuntamento che si disputerà negli States nel marzo 2013: su tutti Silva, Panerati, Pugliese, Mariotti, Infante, Avagnina, Colabello, La Torre, Ermini e Granato. Il baseball tricolore, infine, sta sfornando diversi giovani interessanti (su cui fanno affidamento diversi club di Serie A) grazie alle accademie fortemente volute dalla Federazione. Insomma, l’oro continentale rappresenta solo la prima tappa di un percorso che vuole portare (e consolidare) la nazionale azzurra nel gotha planetario di questa disciplina.

 

I Campionati Europei di nuoto di fondo e canottaggio hanno visto l’Italia dominare ed aggiudicarsi i rispettivi medaglieri. Tuttavia è ben non farsi illusioni: con le Olimpiadi terminate da poco più di un mese, rappresentavano delle competizioni dal livello non eccezionale, con diversi big assenti ed altri non al meglio della condizione. In entrambi i casi, però, si è assistito ad una volontà di cambiamento importante, dando spazio finalmente alle nuove generazioni.

Nel fondo, accanto alla fuoriclasse Martina Grimaldi, appena 24enne, ed alle già affermate Giorgia Consiglio e Rachele Bruni (entrambe classe 1990) ed Alice Franco (23 anni), si è messa in luce la giovanissima Aurora Ponselé, così come in campo maschile, con Nicola Bolzonello ormai proiettato verso le grandi vette internazionali, è piaciuto l’approccio di Giandomenico Parmigiani.
Per quanto riguarda i remi, invece, si è dato spazio a buona parte delle nuove leve che tante medaglie hanno raccolto nell’ultimo biennio nelle competizioni juniores ed under23: alcuni sono più pronti di altri, ma l’impressione complessiva è che le qualità tecniche e caratteriali non manchino. Il discorso è sempre lo stesso: i giovani ci sono, bisogna avere il coraggio di gettarli nella mischia e non affidarsi sempre ai soliti veterani. La storia ci insegna che i cambiamenti e le epoche d’oro nascono sempre da grandi rivoluzioni, piuttosto che da un conservatorismo esasperato.

 

federico.militello@olimpiazzurra.com

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