Francesca Deagostini: un’esclusa di lusso



La squadra olimpica è fatta: Giorgia Campana, Erika Fasana, Carlotta Ferlito, Vanessa Ferrari, Elisabetta Preziosa. Olimpiazzurra aveva presentato anche Chiara Gandolfi, tagliata ieri dal direttore tecnico Fulvio Vailati. Oggi è giusto dare spazio all’altra ragazza esclusa: Francesca Deagostini.

 

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Ieri la doccia fredda. Sono arrivate le convocazioni olimpiche e sui biglietti aerei per Londra non c’era il nome di Francesca Deagostini. Da Milano. Sarebbe stata l’azzurra più giovane ai Giochi Olimpici. Avrebbe disputato la competizione a squadre a soli quindici anni! Classe 1996, nata il 5 agosto, la nostra leonessa (il segno zodiacale qualcosa vorrà pur dire) avrebbe spento le nuove candeline proprio nella capitale britannica, chissà magari sognando anche una finale individuale.

 

Meritava tanto questa farfallina, questo cigno della ginnastica. Tanto elegante quanto fragile. Tanto delicata quanto mostro di bravura. Una vita per questo sport. Un amore che si porta dentro da dieci anni.

Questo uno dei suoi tanti pensieri, frutto di un’intelligenza e di una profondità che sorprendono vista la tenera età: “Artistica è espressione dell’anima, del corpo… È la possibilità di liberare ogni tuo sogno e farlo volare in alto fino al cielo”. I sogni la Francy non è riuscita a portarli a termine, purtroppo. La piccola non potrà volare nella North Greenwich Arena. Non potrà esprimere tutta se stessa, come sicuramente avrebbe fatto. Orgogliosa com’è avrebbe tirato fuori l’anima per aiutare le compagne a fare una bella prestazione collettiva.

 

Un vero peccato per chi vive in una palestra da quando era una bimba dell’asilo. Per chi ha come primo ricordo i saltini che faceva in quei primi pomeriggi in cui tutto era magico. E lo è ancora adesso. Nonostante tutto. Francesca ha iniziato quando aveva quattro anni: mamma Antonella accompagnava la sorella maggiore a un corso e l’occhio degli istruttori è subito caduto sulla piccola. Curiosa, il cucciolino ha provato e si è appassionata. In quel di Mortara (Pavia), con la piccola La Costanza – Andrea Massucchi, si allena a spron battutto. Determinata. Coraggiosa. Vogliosa di mettersi in mostra. Ad indirizzarla ci sono gli ottimi Paolo Pedrotti e Rodica Demetrescu. Non è facile dopo una mattinata in seconda scientifico, dopo un’ora di viaggio, col pensiero di dover tornare a casa per fare i compiti.

 

È l’emozione a spingerla, a portare avanti la sua motivazione. Perché si può volare anche se non si hanno le ali, si può essere liberi con una piroetta, si può gioire solo per il semplice gusto di fare quello che tanto si ama. Tutto solo con l’aiuto del corpo. Quel fisico che le ha sempre creato tanti problemi, che ha bloccato tante volte il suo talento. Ha sempre stretto i denti e via verso una nuova avventura. Ma che sequenza di infortuni: tre fratture alle mani, distacco delle cartilagini del bacino, uno strappo profondo al polpaccio. Quello patito agli Europei di Bruxelles a maggio (dove l’Italia era riuscita ad agguantare uno splendido bronzo) è il motivo principale della sua esclusione dall’appuntamento di una nuova: i cinque cerchi che battono nel cuore di Francesca.

Non si ha avuto fiducia nel recupero di questa ragazzina che stava facendo ancora bene e si è messa molto in luce anche nel collegiale. Non è servita la buona volontà, il pronto rientro dopo un’operazione e un periodo di fisioterapia durante il quale non ha mai smesso di allenarsi. Niente da fare. La sua abilità in tutti gli attrezzi sarebbe stata molto utile per la squadra, per continuare a coltivare il sogno difficilissimo di entrare tra le prime cinque, dietro quei colossi che portano i nomi di Cina, Stati Uniti, Russia e Romania.

 

La trave tanto amata dove può mettere in mostra tutta la sua eleganza e in cui può flettere molto la sua schiena: un enjambè cambio ad anello davvero di notevole fattura è il suo punto di forza. 154 centimetri di grazia, quarantuno chilogrammi di potenza e di grande elevazione che la fanno arrivare a grandi quote sopra quel pezzetto di legno largo dieci centimetri e da cui è così facile cadere. Senza dimenticare il difficilissimo flick salto indietro avvitato che nel nostro Paese solo Vanessa Ferrari, da grande campionessa, è capace di eseguire. E che le hanno aperto la strada per eccellenti risultati, tra cui spicca il bronzo all’EYOF di Trabzon nel 2011 e la finale di specialità al Test Eventi di Londra in cui ha strappato la qualificazione olimpica insieme alle sue compagne, oltre a un titolo italiano a tredici anni tanto per gradire.

Una passione anche per il corpo libero in cui riesce sempre a far risaltare la sua leggerezza e un rapporto speciale anche con le parallele asimmetriche che ora sembra essersi raffreddato visti i continui infortuni. E il volteggio non lo fa? Certo che sì, anche se non le è congeniale. Anzi. Eppure aveva pure aggiunto un avvitamento e mezzo, proprio per portare un punteggio più alto alla squadra… Un bell’impegno che meritava un premio. Dopo aver partecipato anche al programma televisivo di MTV Ginnaste-Vite parallele che sta dando una mano a diffondere ancora di più questo sport.

 

Ma non finisce qui. Dopo le lacrime Francesca è di nuovo a testa bassa, pronta per nuove avventure e per rilanciare il suo sogno. C’è Rio de Janeiro. Il 2016 sarà tutto suo, se le premesse da quindicenne sono queste. Il tuo cagnolino Pepe sarà pronto per ascoltare le tue confidenze, compagno di giochi d’infanzia e che cercherà di volare quanto la sua stellina che lo cura con affetto.

 

stefano.villa@olimpiazzurra.com

(foto su gentile concessione di Filippo Tomasi)

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