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Alessandro Fabian in esclusiva: “Il podio? Tutto è possibile”



Alessandro Fabian, classe 1988, è la speranza del triathlon italiano per il futuro prossimo. Nato e cresciuto nel padovano, inizia a praticare nuoto all’età di 4 anni per poi passare all’acquathlon, al duathlon, dove ha vinto un titolo mondiale e uno continentale, ed al triathlon, dove vanta due titoli italiani assoluti.

Come hai iniziato a praticare il triathlon?

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Ho cominciato a fare qualche bracciata all’età di 4 anni. Verso i dieci Stafano Bortolami mi chiese se volevo far parte della squadra agonistica di Padova. Da lì fino a 18 ho sempre nuotato, ma purtroppo con scarsi risultati. Allora in quel periodo era arrivato in piscina Leonardo Beggio, che era il secondo allenatore della squadra, e mi chiese se avevo voglia di provare qualcosa di nuovo. E così fu”.

Cosa rappresenta per te questa disciplina?

È il mio cappello magico e allo stesso tempo è la massima espressività del mio talento nello sport, ciò che mi viene più naturale in questo periodo della mia vita.
Il mio allenatore, Norberto Salmaso, dice sempre che noi siamo come gli artisti. Sappiamo svolgere al meglio la nostra disciplina attraverso il nostro talento come un artista sa dipingere con il suo talento una tela”.


Tra le tre discipline del triathlon, quale ti è più congeniale e quale ti è più ostica?

Venendo dal nuoto, questa disciplina è quella più affine, per il resto le altre due sono le più ostiche, dipende molto dal periodo“.

Che risultato ti aspetti a Londra? Il podio è alla tua portata?

Un buon risultato, e aggiungo solo che tutto è possibile“.

Quali sono gli avversari da temere?

“I padroni di casa, i fratelli Brownlee sicuramente sono i favoriti ma non è da meno lo spagnolo Javier Gomez”.

Quale sogno vorresti realizzare nella tua carriera?

“Vincere un’Olimpiade”.

Raccontaci la giornata tipo di un triatleta..

“Sveglia verso le 8:00, colazione, 1º seduta di allenamento con il nuoto. Finisco verso le 10.30 e per le 11:30 ho la seconda seduta con il ciclismo. Pranzo verso le 14:00, riposino e nel tardo pomeriggio ho la 3º seduta che è quella di corsa. In linea di massima è così, poi però può variare la disposizione degli allenamenti oppure aggiungerci anche una seduta di palestra“.

Come procede la preparazione in vista di Londra?

“Bene, ora stiamo eseguendo uno stage in altura di un mese e poi scenderemo al livello del mare per trasformare il carico di lavoro svolto qui con allenamenti sui ritmi gara”.

Qual è la gara che ricordi con più affetto?

“Nel 2006 alla mia prima esperienza in campo internazionale. Ero junior e gareggiavo ai Campionati Curopei. Al debutto al 1º anno da triatleta arrivai 4º, superato per pochi metri dal terzo. Pagai l’inesperienza”.

Su cosa dovrebbe puntare la Federazione per valorizzare di più il mondo del triathlon?

“Far capire alle persone che il triathlon è uno sport molto semplice ed alla portata di tutti. Basti pensare a quante volte nella vita una persona ha praticato queste tre discipline in maniera separata. Sicuramente ognuno di noi avrà nuotato,  pedalato e corso. Ecco: ha praticato triathlon. Di tutto ciò spaventa la sequenza”.

La tua frazione a nuoto è come sempre magistrale, mentre stai migliorando nelle altre due specialità. Cosa devi migliorare per arrivare a batterti con i migliori?

“Acquisire ancor di più i ritmi a piedi. Essendo un podista con pochi anni di carriera, li devo costruire meglio. Come si dice?? Under costruction!”. 

Fai parte del gruppo sportivo dei Carabinieri: cosa significa per un atleta far parte di un gruppo delle forze armate?

“È utile per lo sport italiano. Infatti se non ci fossero stati loro, io probabilmente non sarei riuscito ad arrivare dove sono arrivato. Ormai appartengo al centro sportivo Carabinieri dal gennaio 2008 e quest’anno, grazie al loro supporto, della Fitri, del mio staff personale, della mia famiglia e di tutti gli sponsor, andrò ai giochi di Londra”.

Come curi la tua alimentazione?

“Non seguo una dieta particolare. Cerco di stare attento molto ai cibi troppo elaborati (es. fritti, creme ecc.) e a differenziare tra carboidrati al mezzogiorno e proteine alla sera”.

michelepio.pompilio@olimpiazzurra.com

redazione@olimpiazzurra.com

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