Tiro a volo, Olimpiadi Rio 2016: in Sudamerica l’ultimo trionfo di Jessica Rossi

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Ogni volta che partecipava a una gara il suo fucile veniva registrato a nome di un suo compagno di nazionale. Pure la mamma fu ‘costretta’ a prendersi il porto d’armi per aiutare la figlia negli spostamenti. I piattelli distrutti tuttavia fecero capire subito tuttavia che quel talento così precoce avrebbe fatto parecchia strada. Figlia d’arte, suo papà Ivan è anch’egli tiratore di alto livello, Jessica Rossi si accinge a partecipare alla sua seconda rassegna olimpica.

LO SHOW A LONDRA Il primo errore arrivò al piattello numero 92, quando le avversarie erano indietro di almeno 6 punti. “Quando ho sbagliato mi è venuto da ridere” dichiarò la poliziotta che quattro anni fa sbaragliò la concorrenza a Londra. Jessica Rossi si prese l’oro olimpico con 99 piattelli colpiti su 100 e il record del mondo polverizzato. Era l’unico titolo che mancava all’appello dopo il Mondiale e l’Europeo nel 2009 e la sfera di cristallo nel 2011. Ad appena 20 anni la tiratrice originaria di Crevalcore, che dedicò il titolo alla sua Emilia ferita dal terremoto, aveva vinto tutto.

RIO PER STUPIRE Bissato l’anno successivo il titolo iridato nel lontano Perù, sempre in Sudamerica Jessica proverà a ritrovare quelle percentuali che sono venute spesso a mancare negli ultimi anni. Prendendo in considerazione infatti le prove di Coppa del mondo, Mondiali ed Europei delle stagioni 2015 e 2016, la trappista delle Fiamme Oro è riuscita a raggiungere quota 70 nella qualificazioni in appena tre occasioni: in World Cup a Gabala, quando chiuse quarta, agli Europei di Maribor, in cui vinse la medaglia di bronzo e nella rassegna continentale di Lonato quando non raggiunse la fase finale per un soffio. Proprio quest’ultimo risultato e le positive dichiarazioni dell’azzurra lasciano ben sperare in vista dell’appuntamento a cinque cerchi.

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francesco.drago@oasport.it

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