Ginnastica, Olimpiadi Rio 2016 – I brividi e le paure delle qualifiche: l’esperienza di Ferrari, sangue freddo di Ferlito e Fasana, il debutto di Mini e Rizzelli. I precedenti

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Il turno di qualificazione è uno dei momenti più caldi nelle competizioni internazionali di ginnastica artistica. La maratona di Polvere di Magnesio che copre un’intera giornata (addirittura due ai Mondiali) è il pane per tutti gli appassionati che possono gustarsi il meglio del circuito per ore e ore consecutive.

La musica sarà la medesima anche oggi, a Rio de Janeiro. Il turno di qualificazione delle Olimpiadi 2016 ci terrà compagnia dalle 14.45 fino alle 03.00 di notte (orari italiani) praticamente senza pausa! Ci sarà davvero da divertirsi per tutti gli appassionati che vorranno scoprire quali saranno le finaliste che da martedì si daranno battaglia per le medaglie a cinque cerchi.

 

C’è tanta emozione anche in casa Italia. La nostra Nazionale scenderà in pedana alle 16.30, impegnata nella seconda suddivisione. Le azzurre sono già sul piede di guerra, motivate ad agguantare la Finale a Squadre e a ritagliarsi delle soddisfazioni personali.

Vanessa Ferrari sa bene cosa significa provare certe sensazioni. A Pechino 2008, martoriata dal suo tendine d’Achille, la qualifica fu un disastro: Italia fuori da tutto (dopo il quarto posto dei Mondiali 2007 ci fu un deciso peggioramento di Lia Parolari, Carlotta Giovannini, Monica Bergamelli, Francesca Benolli, Federica Macrì) e finale solo per due all-arounder con la Campionessa del Mondo 2006 che concluse all’undicesimo posto.

A Londra 2012 conquistammo la prima Finale a Squadre della nostra storia, due pass per le generaliste e soprattutto l’atto conclusivo al corpo libero dove poi la bresciana avrebbe amaramente concluso al quarto posto, perdendo la medaglia di bronzo per la regola dei parimeriti.

La nostra capitana era spalla a spalla con Erika Fasana e Carlotta Ferlito a Londra 2012 (oltre che con Elisabetta Preziosa e Giorgia Campana), due pedine fondamentali per il raggiungimento del nostro sogno e con la siciliana che avrebbe avuto anche l’onore di disputare la finale del concorso generale.

Prima volta assoluta, invece, per Elisa Meneghini e Martina Rizzelli con la speranza che possano ricordarsi con gioia questo storico momento. Tensione, paura ed emozioni dovranno trasformarsi in energie positive per volare dove le nostre cinque Leonesse meritano.

 

Questi sono i precedenti delle ultime due edizioni a cinque cerchi. Ad Atene 2004 eravamo assenti con la squadra. A Sydney 2000 l’Italia tornò ai Giochi con la formazione completa dopo addirittura 24 anni di digiuno. 

L’Italia sul campo concluse all’undicesimo posto (sarebbe diventato decimo anni dopo, quando la Cina venne squalificata per avere falsificato i passaporti) ma solo le migliori 6 formazioni accedevano alla Finale. Monica Bergamelli, Adriana Crisci, Martina Bremini, Irene Castelli, Alice Capitani e Laura Trefiletti mancarono l’accesso alla Finale a Squadre per 1.4 punti. Ai tempi la finale all-around poteva essere aperte anche a tre connazionali: Monica Bremini 17esima, Monica Bergamelli 18esima, Adriana Crisci 25esima.

Il precedente è poi quello di Montreal 1976, le Olimpiadi di Nadia Comaneci. L’Italia di Stefania Bucci (23esima nella finale all-around), Patrizia Fratini, Valentina Spongia, Donatella Sacchi, Rita Peri e Carla Wieser concluse al dodicesimo posto sulle 12 Nazionali qualificate. Ai tempi, però, non era prevista la finale a squadre (le medaglie si assegnavano direttamente in qualifica), come non era prevista ad Amsterdam 1928 quando l’Italia di Carla Marangoni conquistò la medaglia d’argento, unico podio femminile per la ginnastica italiana alle Olimpiadi.

 

stefano.villa@oasport.it

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