Canoa velocità, Olimpiadi Rio 2016: Tacchini e una finale che premia l’intero movimento

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“Fino ad alcuni anni fa la canadese pagava dazio nei confronti del kayak. Oggi invece non è più così”. Le parole del direttore tecnico Antonio Cannone fanno capire quanto sia cresciuto questo settore in Italia negli ultimi tempi. Una crescita per gradi che ha caratterizzato prima le discipline non olimpiche per poi spostarsi in quelle a cinque cerchi.

DA CRACIUN… Tappa storica di questo processo è senza dubbio il podio ottenuto due anni fa da Sergiu Craciun in Coppa del mondo. Nel tempio ungherese di Szeged, l’azzurro di origine moldava conquista una storica medaglia di bronzo nel C1 1000 metri alle spalle del tedesco Sebastian Brendel e dell’atleta di casa ungherese Attila Vajda. Faro del movimento per oltre tre anni, nel percorso di avvicinamento verso Rio 2016 l’atleta delle Fiamme Oro cede tuttavia il testimone al collega Carlo Tacchini, emerso prepotentemente dalle competizioni giovanili.

…A TACCHINI In pochi mesi l’atleta cresciuto da Beniamino Bonomi scala le gerarchie della squadra azzurra, presentandosi alle qualificazioni di Duisburg con l’obiettivo di strappare il biglietto per il Brasile. E l’obiettivo lo centra eccome il 21enne pallanzese, secondo alle spalle del rumeno Leonid Carp (poi squalificato per doping). Talento e sopratutto nervi saldi per l’azzurro che oggi ritroverà tanti rivali affrontati nelle rassegne giovanili. Serghei Tarnovschi, Pavlo Altukhov, Martin Fuksa, la generazione 2.0 in cui c’è anche Carlo, pronto a godersi e gustarsi sino in fondo questo traguardo storico per l’Italia.

Il capolavoro di Rio 

L’Italia riscopre la canadese, Carlo Tacchini cerca la finale nel C1 1000

Il capolavoro di Duisburg

L’intervista a Carlo Tacchini

francesco.drago@oasport.it

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