Basket, Preolimpico Torino 2016: difesa, tiro da tre e liberi, le armi azzurre contro la Croazia

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Una sola partita, una vittoria, quaranta minuti distanziano la nazionale italiana di basket dal ritorno ai Giochi Olimpici. Italia-Croazia è una sfida che tutto il movimento cestistico azzurro aspetta dal lontano 2004, anno delle Olimpiadi di Atene, ultima edizione a cui l’Italia ha partecipato, conquistando tra le altre cose la medaglia d’argento.

Italia e Croazia si sono trovate di fronte martedì sera ed è stato un match combattuto e alla fine vinto dagli azzurri solamente nel finale per 67-60. Il fattore chiave del successo italiano è stata certamente la difesa della squadra di Ettore Messina. L’Italia si totalmente aggrappata ad un certo punto della partita alla sua difesa, riuscendo a sopperire alle difficoltà in attacco.

Una mossa chiave dell’allenatore siciliano è stata quella di spostare Daniel Hackett in marcatura su Bojan Bogdanovic. L’ex play di Siena e Milano è riuscito a mettere in grande difficoltà il giocatore dei Nets, che prima dell’intervallo aveva segnato 19 punti, fermandosi poi a soli sette punti dopo il cambio difensivo. Una pressione continua e i raddoppi perfetti di Alessandro Gentile, hanno mandato in tilt il miglior marcatore della Croazia, che anche questa sera rappresenterà il principale pericolo.
L’Italia ha la possibilità di cambiare su tutti i giocatori della Croazia e questo è certamente un grande vantaggio per la squadra azzurra. L’unico forse sul quale possono difendere in pochi è Dario Saric, ma sarà un compito che con ogni probabilità si divideranno Danilo Gallinari e Nicolò Melli.

Sono i numeri che esaltano le prestazioni difensive della squadra azzurra. L’Italia è stata capace in queste tre partite di subire una media di cinquanta punti a partita e proprio i 60 punti segnati dai croati sono la “peggior” prestazione da parte di Datome e compagni.

Non solo la difesa, ma anche l’attacco sarà importante e contro il Messico si sono visti dei notevoli passi in questo reparto. Una maggior fluidità, molta più transizione e anche una palla che circolava velocemente nelle mani degli azzurri. Il tiro da tre (nel quintetto titolare è un’arma che possiedo tutti e cinque) sarà un fattore e proprio contro i messicani da quel punto di vista appaiono essersi sbloccati Gallinari e Datome. Altro elemento chiave sono i tiri liberi, che invece con il Messico sono stati la croce della partita degli azzurri, che hanno commesso davvero troppi errori dalla lunetta, chiudendo con 18/29. In una partita punto a punto come quella di stasera anche i liberi risulteranno decisivi.

L’Italia sa quello che deve fare ed è pronta a scendere in campo per conquistare le Olimpiadi. Mai come oggi bisognerà dimostrare di essere squadra e di vincere finalmente quella paura di giocare le partite importanti. 40 minuti da Rio de Janeiro, il viaggio alla fine non è così lungo. 

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andrea.ziglio@oasport.it

Credit: Ciamillo/Archivio FIP

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