Canoa velocità, qualificazioni Rio 2016: Tacchini e Rizza perfetti, l’Italia non delude a Duisburg

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Il lavoro paga sempre. Sarebbe stata una vera ingiustizia non vedere l’Italia ai nastri di partenza della canoa velocità a Rio de Janeiro. Le critiche per il mancato raggiungimento di biglietti olimpici ai Mondiali di Milano e l’infinita querelle per il ricorso (poi respinto) per il K2 1000 di Nicola Ripamonti e Giulio Dressino sono stati spazzati via grazie all’ottimo lavoro di due settori in particolare: la canadese e il settore velocità kayak.

CANADESE DOVE ERAVAMO RIMASTI? Le qualità di Carlo Tacchini non le scopriamo certo oggi. Cresciuto a Verbania l’atleta delle Fiamme Oro si è messo in mostra sia nelle competizioni giovanili che in quelle senior. Indimenticabile la finale iridata del C1 500 conclusa in quinta piazza, in cui infiammò il pubblico di Milano dopo un bellissimo testa a testa con il fuoriclasse Sebastian Brendel. Quest’anno un altro salto di qualità con il duello interno vinto con Sergiu Craciun e questa incredibile ma non inaspettata prova sui 1000 metri di Duisburg.

A 21 anni Tacchini diventerà il secondo più giovane rappresentante della specialità dopo Tiziano Annoni, azzurro a Montreal 1976 ad appena 20 anni. Ne aveva 22 invece Antonio Domenico Cannone, attuale direttore tecnico del settore, quando prese parte al C2 500 di Atlanta 1996 in coppia con Antonio Marmorino. Proprio Cannone e tutto lo staff sono i protagonisti di questo ritorno a cinque cerchi a distanza di 20 anni. Una crescita per gradi che ha visto fiorire un gruppo sempre più numeroso di ragazzi alle spalle del già citato Sergiu Craciun, l’atleta italomoldavo con passaporto rumeno che tanto bene ha fatto con la maglia azzurra. Suo lo storico podio in Coppa del mondo ottenuto due anni fa.

CANOTTIERI TICINO UBER ALLES Riproponiamo il titolo utilizzato per l’intervista al tecnico Stefano Loddo per descrivere il movimento azzurro di velocità, in cui spicca Manfredi Rizza, lo sprinter di riferimento della società di Pavia e dell’Italia. La finale mancata di Milano per un non nulla insieme al compagno Matteo Florio nel K2 200, la possibile rivalità interna con il K2 1000 e la netta affermazione nelle selezioni interne hanno portato l’ingegnere a scegliere la barca singola per mantenere la promessa fatta alla nonna venuta a mancare poco tempo fa. Obiettivo raggiunto alla grande, battendo in due occasioni (semifinale e finale) il campione olimpico in carica Edward Mckeever. Bravi, anzi bravissimi anche Michele Bertolini e Riccardo Cecchini. Terzi nel K2 200, i giovani CTP hanno probabilmente ottenuto il miglior risultato possibile.

K2 1000 CHE PECCATO Dispiace invece per la prova opaca di Nicola Ripamonti e Giulio Dressino. Il binomio delle Fiamme Gialle si era rivelato il miglior equipaggio ai Mondiali milanesi, dove avevano lottato addirittura per il podio sino a metà gara. Il finale della vicenda lo conosciamo: pass per Rio non assegnato, ricorso respinto e qualificazioni di Duisburg andate male. Occorrerà voltare subito pagina e puntare a traguardi futuri.

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francesco.drago@oasport.it

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