Storia delle Olimpiadi: Abdon Pamich, il fiumano “in marcia” verso le vette di Olimpia

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Come spesso accaduto nella lunga storia dei Cinque Cerchi colorati, anche l’epopea olimpica di Abdon Pamich è iniziata con una delusione. Nato nella “contesa” Fiume il 3 ottobre 1933, Pamich è stato campione d’Europa e di Olympia nella 50 km di marcia, nonché 40 volte campione italiano su varie distanze. Ha vinto la medaglia di bronzo ai Giochi di Roma nel 1960, la medaglia d’oro a Tokyo, quattro anni dopo; ha preso parte alle Olimpiadi del 1968 e del 1972, occasione in cui è stato il nostro portabandiera durante la cerimonia d’apertura.

Eppure a Melbourne, nel 1956, non ottenne quanto sperato e atteso…
Il “vecchio” Pino Dordoni (Campione ad Helsinki 1952) nella 20 km e, soprattutto, il giovane Abdon Pamich nella 50 km si presentavano ai nastri di partenza delle rispettive gare con i favori del pronostico. Ma il giorno della Grande Fatica, al clima fresco australiano, tipico di quel periodo dell’anno, si sostituì un caldo torrido. Ne approfittò il neozelandese Norman Read, abituato “geneticamente” a tali sbalzi di temperatura; il ventitreenne azzurro riuscì a tornare in sé solo nel finale di corsa, recuperando posizioni su posizioni, ma non ce la fece ad artigliare il podio. E fu cocente medaglia di cartone…

Arrivando terzo in occasione degli attesissimi Giochi d’Italia, Pamich fece aumentare la convinzione che l’oro olimpico della marcia 50 km sarebbe tornato, più prima che poi, nel Bel Paese. Non ci si sbagliava.

Il marciatore fiumano, ormai trentunenne sbarcò a Tokyo da favorito, pronto a raccogliere il testimone idealmente porto da Pino Dordoni. Era senza dubbio il più forte e lo dimostrò resistendo anche ad una grave crisi gastrica causata da un tè freddo. “C’era lo stesso freddo, la stessa pioggia di sei anni prima, quando persi gli Europei; cercavo di non pensarci e andavo, ma non andavo bene. Ogni cinque chilometri avevamo il rifornimento, ma ci davano tutta roba ghiacciata perché anche in questa occasione non c’erano i thermos per le bevande. Dopo trenta chilometri di marcia ho sentito un brivido e subito un dolore acutissimo al ventre; ho tirato ancora per sette chilometri, ma poi ho dovuto fermarmi”, questo il suo drammatico racconto. Pamich dovette liberarsi dietro una siepe, ma riuscì comunque a rimontare e superare tutti gli avversari, uno ad uno, andando a vincere da fuoriclasse.

Tutti i giornali parleranno il giorno dopo di questa “sosta forzata” del campione, grottesca e umiliante nella sua oscena privazione di intimità, con un sacco di gente a fissare il povero azzurro e i rivali che si avvicinavano allo stadio… Solo il britannico Nihill gli contese la gloria olimpica, dopo che il russo Agapov, partito fortissimo con l’intenzione di sfiancarli tutti, era crollato al 15°. “Dietro di me c’era sempre Nihill, che riuscii a staccare su una piccola salita a 3 km dall’arrivo. Dordoni mi ritmava il passo, io non mollavo mai e quando entrai nello stadio sotto la pioggia, beh, avevo il cuore che mi scoppiava. Non volevo che la gente mi giudicasse male dallo stile e allora mi misi a camminare come si insegna nei manuali, anche se avevo le gambe dure come due pezzi di legno. alla fine, sulla linea d’arrivo, ho agguantato il filo di lana e l’ho spezzato con le mani: volevo essere sicuro che questa volta era mio, e mia la medaglia d’oro che aspettavo da tanto tempo”.

Un’immagine rimasta impressa a fuoco nella cineteca immarcescibile della Storia di Olimpia, come (per citarne solo alcuni) gli ultimi metri di Dorando Pietri o le sobrie ma toccati esultanze di Bordin, Chechi, Maddaloni, ad alloro “realizzato”. Gesta eroiche ed intime emozioni che le parole dei terzi potranno sempre e solo narrare oggettivamente, o poco più…

 

Storia delle Olimpiadi, prima puntata: Dorando Pietri
Storia delle Olimpiadi, seconda puntata: Ondina Valla
Storia delle Olimpiadi, terza puntata: Gian Giorgio Trissino
Storia delle Olimpiadi, quarta puntata: Pietro Mennea
Storia delle Olimpiadi, quinta puntata: Abebe Bikila
Storia delle Olimpiadi, sesta puntata: il massacro di Monaco 1972
Storia delle Olimpiadi, settima puntata: Jesse Owens
Storia delle Olimpiadi, ottava puntata: Mauro Checcoli
Storia delle Olimpiadi, nona puntata: Antonella Bellutti
Storia delle Olimpiadi, decima puntata: Paola Pezzo
Storia delle Olimpiadi, undicesima puntata: Nino Benvenuti
Storia delle Olimpiadi, dodicesima puntata: Vincenzo Maenza
Storia delle Olimpiadi, tredicesima puntata: l’oro maledetto dell’Italvolley
Storia delle Olimpiadi, quattordicesima puntata: i fratelli Abbagnale
Storia delle Olimpiadi, quindicesima puntata: Clemente Russo
Storia delle Olimpiadi, sedicesima puntata: Sara Simeoni
Storia delle Olimpiadi, diciassettesima puntata: Pino Maddaloni
Storia delle Olimpiadi, diciottesima puntata: Klaus Dibiasi
Storia delle Olimpiadi, diciannovesima puntata: Alberto Cova
Storia delle Olimpiadi, ventesima puntata: Edoardo Mangiarotti
Storia delle Olimpiadi, ventunesima puntata: Daniele Masala
Storia delle Olimpiadi, ventiduesima puntata: Novella Calligaris
Storia delle Olimpiadi, ventitreesima puntata: il Settebello 1992
Storia delle Olimpiadi, ventiquattresima puntata: Giorgio Cagnotto
Storia delle Olimpiadi, venticinquesima puntata: il Setterosa 2004
Storia delle Olimpiadi, ventiseiesima puntata: Nedo Nadi
Storia delle Olimpiadi, ventisettesima puntata: Gelindo Bordin
Storia delle Olimpiadi, ventottesima puntata: Giovanna Trillini
Storia delle Olimpiadi, ventinovesima puntata: la straordinaria pesistica italiana 1924
Storia delle Olimpiadi, trentesima puntata: Roberto Di Donna
Storia delle Olimpiadi, trentunesima puntata: l’Italia dell’hockey pista 1992
Storia delle Olimpiadi, trentaduesima puntata: il “due con” azzurro 1968
Storia delle Olimpiadi, trentatreesima puntata: l’oro della nazionale italiana di calcio 1936
Storia delle Olimpiadi, trentaquattresima puntata: Galliano Rossini
Storia delle Olimpiadi, trentacinquesima puntata: Patrizio Oliva
Storia delle Olimpiadi, trentaseiesima puntata: Giovanni Lombardi
Storia delle Olimpiadi, trentasettesima puntata: Uberto De Morpurgo
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Storia delle Olimpiadi, quarantaduesima puntata: la fiamma olimpica
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Storia delle Olimpiadi, quarantaseiesima puntata: i “Tre Moschettieri di Amsterdam”
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Storia delle Olimpiadi, quarantottesima puntata: Pierpaolo Ferrazzi
Storia delle Olimpiadi, quarantanovesima puntata: il “quattro di coppia” azzurro a Sydney
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giuseppe.urbano@oasport.it

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