Storia delle Olimpiadi: Pierpaolo Ferrazzi, il primo oro azzurro della canoa / kayak a cinque cerchi

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Le gare di slalom della canoa / kayak ritornarono ad essere disputate alle Olimpiadi, dopo un’assenza di 20 anni (dai Giochi di Monaco di Baviera, quando esordirono nel programma a cinque cerchi), in occasione di Barcellona 1992.

In Spagna si assegnarono sedici medaglie nella canoa / kayak, dodici in acque libere (nove gare maschili e tre femminili) e quattro nelle prove di slalom (tre maschili e una femminile). L’Italia della pagaia andò due volte podio, sul gradino più basso si accomodarono Bruno Dreossi e Antonio Rossi, K2 500 m; invece, un ventisettenne vicentino fece risuonare l’Inno di Mameli-Novaro a La Seu d’Urgell, Comunità Autonoma della Catalogna: Pierpaolo Ferrazzi.

2 agosto 1992. Il sesto e ultimo oro della spedizione azzurra giunse da colui il quale fu subito ribattezzato “il Tomba del kayak”, Pierpaolo Ferrazzi da Valstagna, capace di imporre la sua potenza e un’esemplare leggerezza d’azione nel vorticoso dedalo delle venticinque porte previste per la gara di K1 slalom, lungo le rapide del fiume Segre. Nonostante una prima manche non eccezionale, l’azzurro sbaragliò la concorrenza (ben 44 atleti) grazie ad un run-2 stratosferico, precedendo sul virtuale traguardo cronometrico il francese Sylvain Curinier e il tedesco Jochen Lettmann.

La figura di Ferrazzi venne celebrata come l’incarnazione perfetta dell’adepto di Olimpia: umile estrazione sociale, penultimo di otto fratelli, mosso soltanto dalla passione e dall’amore per il suo sport – allora tutt’altro che popolare nel nostro Paese -, riuscì ad affermarsi nella competizione più importante in assoluto, l’unica in grado di garantire la fama imperitura.

Il kayakista veneto vinse anche il bronzo a Sydney 2000 e, oltre alle due medaglie olimpiche, può vantare due argenti a squadre ai Campionati Mondiali; mentre ai Giochi fu anche 17º ad Atlanta 1996 e 19º ad Atene 2004. Quello di Barcellona fu il primo oro olimpico azzurro nella canoa / kayak. Esattamente vent’anni dopo, il suo successo sarà bissato dal friulano Daniele Molmenti a Londra. Da chi era allenato in quell’occasione?! Provate ad indovinare, non è difficile…

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