Ginnastica, Trofeo di Jesolo 2016 – Assolo USA, Douglas fenomenale! Il Brasile batte l’Italia di Ferlito

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Il Dream Team non delude mai le aspettative e per l’ennesima volta incanta in laguna conquistando agevolmente la spettacolare nona edizione del Trofeo di Jesolo.

Lo squadrone di Martha Karolyi, alla sua ultima recita da CT nel torneo che lei ha tanto amato nell’ultimo decennio, si impone con un perentorio 237.350 con cui surclassa l’intera concorrenza. Pur prive del fenomeno Simone Biles, pluri Campionessa del Mondo rimasta a casa per seguire un diverso percorso di avvicinamento alle Olimpiadi, le ragazze stelle e strisce hanno recitato nuovamente la parte delle Cannibali come ci hanno abituato nell’ultimo lustro abbondante.

Gli USA alzano il Dragone al cielo per l’ottava volta nella loro storia (cioè sempre quando hanno partecipato all’evento) trascinati da una spettacolare Gabby Douglas. La Campionessa Olimpica all-around si è imposta con 59.650 punti, ottenendo la sua prima affermazione in laguna. Un porta fortuna che lo Scoiattolo Volante proverà a far sfruttare a Rio 2016 dove è chiamata a un leggendario back-to-back. Sembra impossibile con la Biles in giro ma…

La Douglas ha condotto una gara egregia, sul livello dell’American Cup vinta due settimane fa. Un tour de force a cui la ginnasta di colore si è voluta sottoporre per testare il proprio livello tecnico: missione compiuta, soprattutto perché non commette errori e trascina il pubblico accorso in massa al PalaArrex letteralmente gremito in ogni ordine di posto, come forse non era successo neanche lo scorso anno per il Century Team.

Inizio eccellente al volteggio con il suo Amanar da 15.300, alle parallele strappa un superlativo 15.050 (due decimi in più rispetto al punteggio iniziale), poi nella metà di gara a lei metà congeniale con molla il colpo: trave davvero precisa in termini di esecuzione e con un D Score importante (14.750, 6.2), al corpo libera stampa un più che eccellente 14.550 con cui si guadagna la standing ovation del pubblico, degno onore alla vincitrice.

 

L’annunciato confronto con Aly Raisman è purtroppo saltato a causa della caduta al volteggio dell’altra Fierce Five in gara. Con il 13.900 iniziale la statunitense ha dovuto dire addio ai sogni di gloria ed ha terminato soltanto al sesto posto nell’all-around (57.850). La Campionessa Olimpica ha dato sfoggio del proprio livello al corpo libero, l’attrezzo che la incoronò a Londra quattro anni fa stampando un 14.600 con cui ha trionfato al quadrato. In mezzo un buon 14.350 alle parallele e 14.350 alla trave.

Il secondo posto di giornata è andata alla sbalorditiva Ragan Smith (59.050), lasciata fuori squadra da Martha Karolyi (a sorpresa) ma che ha bagnato il naso a molte connazionale. Al debutto da senior ha dimostrato estrema costanza, spiccando alla trave (15.100).

Terzo posto per l’altra debuttante Laurie Hernandez, che lo scorso anno vinse qui da junior. Ha bagnato l’esordio con una bellissima medaglia di bronzo (58.550) spiccando soprattutto alla trave (mostruoso 15.300) e al volteggio (15.100).

Il botto di giornata è stata servito da un’inverosimile Ashton Locklear, autrice della miglior prestazione mondiale stagionale alle parallele: un assurdo 15.650 (6.5 il D Score). È ritornata alla grande all’attività internazionale dopo un 2015 molto sfortunato: ce la ricordiamo tutti nell’estate del 2014, sbucata fuori davvero dal nulla e poi capace del quarto posto ai Mondiali.

 

L’Italia è purtroppo solo terza (222.400). La nostra Nazionale in formato “sperimentale”, senza alcune delle nostre big fuori per infortunio (Ferrari, Fasana, Rizzelli, Busato) e per altri impegni agonistici (Meneghini in Coppa del Mondo, ultimo posto a Stoccarda), è stata battuta dal Brasile (223.700).

Le azzurre hanno onorato l’impegno nel miglior modo possibile, perdendo solo di un punto da una formazione che è già nel pieno della forma perché tra un mese dovrà disputare il Test Event, ultima occasione utile per qualificarsi alle Olimpiadi.

Una prova che era solo una tappa del nostro cammino verso Rio, in attesa di recuperare i nostri elementi di spicco. Trascinatrice indiscussa Carlotta Ferlito che è risultata la migliore italiana nel giro completo (56.300, ottavo posto generale), sfoderando un super avvitamento e mezzo al volteggio (14.650), una buona trave (14.100, 5.6), forse meritava qualcosa in più al corpo libero (13.800), ha stretto i denti alle parallele (13.750).

Enus Mariani ha purtroppo sbagliato l’avvio dell’esercizio alle amate parallele ed è così stretta a poggiare piede a terra per ripartire, concludendo con 13.000 (5.7). Per il resto una gara di spessore: alla trave è la migliore azzurra (14.150, 5.6) come al corpo libero (13.850), pulito l’avvitamento al volteggio (14.100). Il punteggio all-around recita 55.100.

Tea Ugrin ha mostrato grande eleganza per tutta la gara, pagando un basso D Score al corpo libero dove ha però esibito grande eleganza (13.050). Il Cigno di Trieste è stata la migliore azzurra alle parallele (14.050), buono l’avvitamento alla tavola (14.100) e la prova alla trave (13.900). Nell’all-around 55.100, proprio come Enus.

Il nostro sestetto era completato dalla veterana Giorgia Campana (13.85, 13.7, 13.9, 13.2), da Alessia Leolini (14.2, 13.15, 12.6, 12.85), e da Desiree Carofiglio (14.55 super al volteggio, 12.40, 12.45, 13.35).

 

Il Brasile ha concluso al secondo posto (223.700) dimostrandosi in grande spolvero e in grande forma in vista del Test Event casalingo, infliggendo oltre due punti di distacco a una diretta rivale come la Francia (221.150).

Prova sbalorditiva di Flavia Saraiva, incantevole alla trave (14.950, 6.4), esagerata al volteggio col dty (15.050), eccellente anche alle parallele (14.400), ancora 14.000 al corpo libero. Davvero una prova superlativa per lo scricciolo verdeoro (quarta nell’all-around alle spalle delle american con 58.400), trascinatrice dell’intera formazione in cui hanno ben figurato anche la rientrante Andrade e le veterane Barbora, Hypolito e Pedro.

 

(foto Giorgia Urbani)

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