Scherma, Coppa del Mondo: l’addio di Valentina Vezzali e la consacrazione di Alice Volpi. Tra passato e futuro del fioretto italiano

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A Torino l’Italia scopre i campioni del futuro. Il primo Gran Prix della stagione sorride ai colori azzurri sia al femminile con la straordinaria vittoria di Alice Volpi sia al maschile con il terzo posto conquistato da Lorenzo Nista.

La copertina è tutta per Alice Volpi alla sua prima vittoria in Coppa del Mondo, che sa tanto di consacrazione definitiva per un talento che ha saputo dominare a livello giovanile e che ora sta brillando anche nella categoria senior. Dopo l’oro ai Giochi Europei di Baku la fiorettista toscana non si è più fermata, salendo sul podio anche nella tapppa d’esordio a L’Avana e poi centrando questo successo al Trofeo Inalpi. Lo conferma anche la stessa Alice che quell’oro di Baku è stato fondamentale: “La vittoria dei Giochi Europei è arrivata in un momento chiave della mia carriera, dopo un anno di sacrifici e tanto lavoro e mi ha ripagato degli sforzi fatti. Mi è servita per sbloccarmi e credere maggiormente in me stessa“.

Una carriera che sembra essere ormai definitivamente sbocciata, sotto la guida attenta di Giovanna Trillini e Annalisa Coltorti. Alice si è trasferita in questa stagione a Jesi, “la casa del fioretto azzurro”, una scelta difficile, perchè ha significato allontanarsi da casa “Avevo bisogno di nuovi stimoli e per questo sono andata a Jesi. E’ stata una decisione mia, molto difficile, ma andava assolutamente fatta”.

Ventitrè anni e tanta voglia di continuare a vincere e diventare un punto fermo del fioretto italiano: “Peccato non poter partecipare a Rio, ma ci sono gli Europei e voglio fare bene. Sicuramente per le prossime Olimpiadi ci sarò e voglio essere protagonista”. Personalità, carattere, talento, ci sono tutte le componenti per diventare l’erede di Valentina Vezzali, che proprio nel giorno della prima volta di Alice ha annunciato il suo ritiro. Destini incrociati, tra il passato e il futuro del fioretto italiano, con un presente tutto da scrivere.

Si parlava di campioni del futuro ed ecco che nella prova maschile di domenica l’Italia festeggia il terzo posto di Lorenzo Nista. Si tratta del secondo podio della carriera per il 22enne, anche lui toscano come Volpi, che aveva già chiuso tra i primi tre nella tappa di San Francisco dello scorso anno.

Grande talento fin dalle categorie giovanili (tre ori europei e quattro medaglie mondiali a livello juniores), Torino per Lorenzo può essere il trampolino della sua carriera. Un cammino che ha visto Nista superare anche i più quotati connazionali Edoardo Luperi e Daniele Garozzo. Anche per lui è già iniziato un lavoro specifico per il prossimo quadriennio olimpico, dove il nativo di Livorno può davvero ritagliarsi molte soddisfazioni.

In questo articolo si è parlato del futuro della scherma italiana, ma è stato anche e soprattutto il weekend di  Valentina Vezzali. La jesina ha annunciato che si ritirerà al termine di questa stagione, dopo i Campionati Europei, a 41 anni e dopo aver collezionato nove medaglie olimpiche (6 ori), venticinque mondiali (16 del metallo più prezioso) e ventuno a livello continentale (13 volte sul gradino più alto del podio).

Lascia la pedana una delle più grandi atlete della storia non solo dello sport italiano, ma anche di quello mondiale. Una campionessa semplicemente leggendaria, che ha cominciato a vincere nel 1993 ( bronzo agli Europei) e ha proseguito fino alla scorsa estate con la medaglia d’oro a squadre nel Mondiale di Kazan. Il tris olimpico (Sydney, Atene, Pechino) resta l’impresa più grande per una sportiva italiana. Probabilmente inarrivabile ed insuperabile non solo per le vittorie, ma anche per il carisma, per la leadership, per essere stata la più grande tra tante generazioni, o semplicemente perchè è stata Valentina Vezzali.

 

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andrea.ziglio@oasport.it

 Foto da: Augusto Bizzi/Federscherma

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