Sci alpino: nazionale italiana maschile da podio in tutte le discipline

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Non ci sarà il supercampione come Alberto Tomba, e nemmeno l’inimitabile e irraggiungibile Valanga Azzurra. Eppure, la nazionale maschile di sci alpino sta vivendo un buon periodo storico, nonostante l’agghiacciante piattume – condiviso con le ragazze – dell’ultima spedizione iridata.

Il nome forte è ovviamente Dominik Paris: quattro vittorie in Coppa del Mondo sulle spalle e soprattutto la sensazione di poter vincere su ogni pista tanto in discesa quanto in supergigante per la guardia forestale della Val d’Ultimo, peraltro due volte re della Streif che è considerata, al pari della Lauberhorn, la pista per antonomasia delle discipline veloci. Paris può puntare alla coppa di specialità in entrambe le discipline: ricordiamoci come nessun azzurro sia mai riuscito in quest’impresa in libera e il solo Peter Runggaldier ce l’abbia fatta in supergigante.

Accanto a lui, un nome affermato come Christof Innerhofer non deve certe dimostrare nulla: se la schiena lo lascia stare, se la gioca con tutti su ogni tracciato, in particolare su quelli più tecnici. Peter Fill e Werner Heel cercano regolarità: i lampi di classe non sono mai mancati nelle due carriere e non dimentichiamoci di come Pietro vanti anche due medaglie iridate, perciò è ben note come entrambi valgano di più di un decimo-quindicesimo posto e possano riprendere a macinare podi. Stesso discorso per Matteo Marsaglia quantomeno in supergigante, dove ha saputo vincere in Coppa del Mondo, mentre Siegmar Klotz è chiamato a riscattarsi dopo un’annata molto negativa e Mattia Casse a compiere un ulteriore salto di qualità a conferma del talento espresso sin dalle categorie giovanili: si prospetta un’annata di apprendistato per Henri Battilani, infine Silvano Varettoni è il tipico discesista capace di exploit clamorosi sulle piste a lui più congeniali.

Per quanto riguarda il gigante, abbiamo recentemente analizzato la squadra e non ci soffermiamo oltre. In slalom, fatta salva l’importanza del balzo in avanti di due fondamentali ricambi quali Riccardo Tonetti e Giordano Ronci, possiamo vantare anche in questo caso atleti da podio: su tutti Stefano Gross, che nell’ultima annata ha dato finalmente di potersi nuovamente esprimere sui livelli del 2012, ovvero stabilmente nelle primissime posizioni. Giuliano Razzoli, poi, è sembrato rinato, tanto da aver messo insieme la miglior stagione di sempre nel massimo circuito: se uno è un campione olimpico, non ha certo bisogno di essere analizzato per capirne la potenziale pericolosità. Patrick Thaler, poi, sa garantire sempre performance di alto livello (nonostante qualche uscita di troppo nell’ultima annata) che speriamo di veder sfornate anche da Manfred Moelgg, analizzato in quest’altro articolo, e da un Cristian Deville caratterizzato da una notevole voglia di rivincita.

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foto: credit Fisi

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marco.regazzoni@oasport.it

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