Judo, Grand Slam Abu Dhabi 2015: conferma per An Ba-Ul, Kelmendi perde l’imbattibilità

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La prima giornata del Grand Slam di Abu Dhabi ha assegnato le medaglie di cinque categorie di peso, due maschili (60 kg e 66 kg) e tre femminili (48 kg, 52 kg e 57 kg). L’Italia, pur presente con cinque atleti, non è riuscita a piazzare nessuno dei questi fra i migliori otto della propria categoria.

Fresco campione del mondo dei 66 kg, il giovane sudcoreano An Ba-Ul, classe 1994, ha affrontato la sua prima uscita con il dorsale rosso iridato ottenendo una vittoria che conferma il suo talento e risponde a tono a chi pensava che il suo successo fosse solo un episodio isolato. Già campione iridato junior nel 2013, An ha vinto i suoi primi tre incontri per ippon, ma si è dovuto affidare agli shido per vincere gli ultimi due, in particolare la finale contro il russo Arsen Galstyan. Numero uno del tabellone, l’ucraino Georgii Zantaraia ha ottenuto la medaglia di bronzo assieme all’uzbeko Rishod Sobirov. Proprio quest’ultimo aveva eliminato con uno yuko nei secondi finali Elio Verde, dopo che il campano aveva superato per ippon sia Khalifa Al Hosani (Kuwait) che Aleksander Beta (Polonia).

L’altra categoria maschile, la 60 kg, ha invece visto l’eliminazione immediata del campione iridato, il kazako Yeldos Smetov, che dopo il successo di fronte al proprio pubblico ha incassato una deludente sconfitta per ippon con il turco Bekir Özlü, Quest’ultimo si sarebbe poi classificato quinto, battuto proprio da un altro kazako, Rustam Ibrayev, che ha dunque conquistato il bronzo alla pari dell’uzbeko Diyorbek Urozboev. La finale, invece, ha premiato il georgiano Amiran Papinashvili, ventisettenne plurimedagliato che quest’anno non era ancora salito sul gradino più alto del podio. Il judoka della repubblica caucasica si è imposto per waza-ari sul mongolo Tsogtbaatar Tsendochir. L’azzurro Carmine Maria Di Loreto, invece, ha sconfitto per waza-ari il kirghizo Otar Bestaev, prima di essere eliminato dal veterano armeno Hovhannes Davtyan (uno yuko per parte, decisivi gli shido).

Passando al settore femminile, la categoria 48 kg ha visto l’inatteso successo della russa Irina Dolgova, ventenne che ottiene così il successo più prestigioso della sua giovane carriera dopo aver già vinto il Grand Prix di Samsun nel 2014 ed essere salita sul gradino più basso del podio agli European Games di Baku. La vittoria per ippon sulla turca Ebru Şahin rappresenta dunque un ulteriore salto di qualità per Dolgova. Ad accompagnare sul podio le due finaliste sono state l’altra turca Dilara Lokmanhekim e la cinese Xie Shishi. Nuova delusione, invece, per Valentina Moscatt, subito eliminata per ippon da Otgontsetseg Galbadrakh, la mongola che da quest’anno rappresenta il Kazakistan.

La francese Annabelle Euranie ha ottenuto una vittoria dal doppio valore nella categoria 52 kg: la trentatreenne, finalista agli European Games di Baku, ha infatti ottenuto la sua prima medaglia d’oro individuale dell’anno, dopo le tre vinte lo scorso anno al suo rientro alle competizioni internazionali quasi otto anni dopo l’ultima volta, ma ha anche marcato il territorio in ottica qualificazione olimpica, sconfiggendo in semifinale la connazionale Priscilla Gneto, che alla fine si sarebbe classificata terza. In finale, la veterana Euranie ha impiegato meno di trenta secondi per schienare la brasiliana Erika Miranda, mentre l’altro bronzo è andato a Majlinda Kelmendi, la kosovara che perde così un’imbattibilità che durava dall’aprile 2013, sconfitta in semifinale da Miranda. Delusione anche per la numero uno del seeding, la rumena Andreea Chițu, solo settima, mentre l’Italia non ha schierato nessuna atleta dopo l’infortunio di Odette Giuffrida. Proprio l’azzurra era stata l’ultima a vincere Kelmendi, nei quarti di finale degli Europei di Montpellier.

L’ultimo titolo di giornata è stato quello della categoria 57 kg, dove si è imposta la sudcoreana Kim Jan-Di, che ha così regalato il secondo titolo di giornata al suo Paese. Sette volte medagliata continentale, Kim ha confermato il suo ottimo stato di forma dopo il successo al Grand Prix di Tashkent: in quest’occasione uno shido di differenza l’ha premiata nei confronti di Lien Chen-Ling, rappresentante di Taipei Cinese. Le ultime medaglie in palio in questa prima giornata sono andate alla Germania, con Viola Wächter, ed alla Romania, con Loredana Ohai, che ha così bilanciato l’eliminazione precoce della connazionale Corina Căprioriu, accreditata della testa di serie numero uno. L’Italia ha schierato in questa categoria due atlete: Giulia Quintavalle è stata subito battuta per numero di shido dalla slovena Vlora Bedeti, mentre Maria Centracchio ha superato la spagnola Concepción Bellorín prima di cedere per ippon all’austriaca Sabrina Filzmoser.

Nella giornata di domani saranno protagoniste quattro categorie di peso: 63 kg e 70 kg per le donne, 73 kg ed 81 kg per le donne. L’Italia schiererà Edwige Gwend (63 kg), Giulia Cantoni (70 kg), Valeria Ferrari (70 kg), Enrico Parlati (73 kg) ed Antonio Ciano (81 kg).

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Immagine: IJF

giulio.chinappi@oasport.it

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