Rugby, Mondiali 2015: i quattro gruppi ai raggi X. Il girone della morte fa paura

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Venti squadre, quattro gironi, otto posti per continuare a sognare. I Mondiali 2015 di rugby si avvicinano a grandi passi verso l’inizio, previsto tra due giorni a Twickenham con la cerimonia d’apertura e Inghilterra-Fiji, prima partita di una rassegna iridata da record già prima di iniziare. E che prevede spettacolo fin dalla prima fase, con incroci pericolosi nei raggruppamenti e possibili eliminazioni eccellenti. Scopriamo nel dettaglio la composizione delle pool iridate.

GRUPPO A – Inghilterra, Australia, Galles, Fiji, Uruguay

Il girone della morte. Definizione adottata a livello planetario e, del resto, non potrebbe essere altrimenti. Raggruppare tre possibili pretendenti ad una semifinale nello stesso girone, di cui due forti concorrenti per il titolo (e di cui una padrone di casa…) sembra puro sadismo, perché in realtà una tra Inghilterra, Australia e Galles non vedrà nemmeno i quarti di finale. Impensabile, se non fosse stato per un’urna talmente rocambolesca. Attualmente, gli indiiziati numero uno per una prematura uscita dalla Coppa del Mondo appaiono i Dragoni, per due principali motivi: gli infortuni di Halfpenny e Webb, rispettivamente quello che forse è il miglior piazzatore al mondo ed una pedina fondamentale nel gioco fisico e dai ritmi serrati di Gatland. Senza due elementi di tale importanza, le possibilità di tenere botta ad una corazzata come quella inglese e ad una squadra in crescita costante come quella australiana (e senza gravi assenze) si riducono. Senza contare che nella Pool agirà anche la mina vagante Fiji, tagliata certamente fuori dalla qualificazione ai quarti ma capace, con l’imprevedibilità dei suoi trequarti, di dare fastidio a tutte le tre grandi del girone. Proverà a limitare le imbarcate la cenerentola Uruguay.

GRUPPO B – Sudafrica, Samoa, Scozia, Giappone, Stati Uniti

Per un Sudafrica decisamente poco convincente nel recente Rugby Championship, di fatto, non poteva esserci un gruppo migliore. Gli Springboks arrivano ai Mondiali con tante aspettative ma qualche incertezza di troppo nel gioco proposto e in alcuni ruoli, apparsi un po’ scoperti (tra i centri, anche se capitan De Villiers ha recuperato dall’infortunio). E nemmeno la questione ‘quote nere’, (ora risolte) con un piccolo partito sudafricano che voleva bloccare i passaporti a giocatori e staff tecnico ed estrometterli dalla RWC, avrà fatto molto bene all’ambiente. Gli uomini di Heyneke Meyer, tuttavia, potranno testarsi ma senza spremersi nel girone: la Scozia è un avversario rognoso, ma altalenante e che un Sudafrica non al top della condizione può arginare senza troppa fatica, così come le Samoa. Proprio gli Highlanders si giocheranno. Proprio la nazionale britannica e quella pacifica si giocheranno il secondo slot per i quarti di finale, in un match il cui pronostico potrebbe pendere a favore degli scozzesi ma non esageratamente. Dal canto loro, Giappone e Stati Uniti proveranno ad insidiare entrambe le squadre, pur sapendo che l’obiettivo principale sarà strappare una vittoria nello scontro diretto. I nipponici non vincono un match mondiale dal 1991.

GRUPPO C – Nuova Zelanda, Argentina, Tonga, Georgia, Namibia

Sulla carta non c’è molta storia. E forse anche sul campo. Gli All Blacks dovranno sudare (forse) soltanto con l’Argentina, per il resto sarà una pura formalità. I Pumas proveranno ad instillare dei dubbi nei meccanismi neozelandesi, ma l’impresa appare piuttosto ardua per i sudamericani, nonostante i grandi progressi compiuti nelle ultime stagioni. Sconfiggere i campioni del mondo, però, appare ancora uno step utopistico, anche se non da escludere a priori. Hernandez&co., invece, si giocheranno il secondo posto contro Tonga, una mina vagante capace ad esempio di perdere con il Canada prima e di battere clamorosamente la Francia poi nel girone ai Mondiali 2011. I Pumas, insomma, dovranno prestare attenzione agli isolani, fermo restando il potenziale tecnico e tattico ampiamente superiore degli argentini rispetto ai tongani, dotati di spiccate individualità (ma in tono minore rispetto a Fiji e Samoa) ma grezzi al livello di collettivo. I pacifici, invece, potrebbero essere messi nel mirino della Georgia: i caucasici, oltre alla probabile vittoria sulla cenerentola Namibia, sembrerebbero avere le carte in regole per puntare ad un bis di vittorie iridate. Difficile, ma non impossibile.

GRUPPO D – Irlanda, Francia, Italia, Romania, Canada

Sfida tutta europea per i quarti di finale. La partita decisiva potrebbe essere già la prima, quell’Italia-Francia attesa con trepidazione dal popolo azzurro per conoscere le sorti (o buona parte di esse) dell’Italrugby nella kermesse iridata. Brunel si ritrova senza Sergio Parisse, il che complica ulteriormente i propositi di impresa da parte della formazione italica, ma i transalpini hanno dimostrato di non essere continui prima nella testa che nelle gambe. Nei test contro l’Inghilterra hanno evidenziato dei passi in avanti nel collettivo (individualmente non c’è paragone), ma l’impressione è spesso quella di una squadra che potrebbe perdersi in un bicchiere d’acqua. Oppure di una con le potenzialità per fare tanta strada. L’Irlanda, invece, ha brillato ben poco negli ultimi match giocati (sconfitte con Galles e Inghilterra), ma è di fatto una delle squadre più rodate del Mondiale, nonché la più credibile alternativa europea insieme agli inglesi alle tre regine dell’Emisfero Sud. Il biglietto da visita, inoltre, recita due Sei Nazioni vinti in fila. Romania e Canada, infine, si giocheranno il penultimo posto nel girone e l’onore di una vittoria nello scontro diretto. L’Italia, se ci fosse bisogno di specificarlo, dovrà necessariamente batterle per sperare.

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