Rugby, l’ANA non vuole il Sudafrica ai Mondiali. Springboks in tribunale per le quote nere

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Negli anni ’90 univa, oggi rischia di dividere. E’ l’amaro destino del rugby in Sudafrica, finito clamorosamente al centro di un’azione legale mossa dall’ANA (Agency of New Agenda) alla corte di Pretoria volta ad escludere la nazionale dagli imminenti Mondiali in Inghilterra. Il piccolo partito sudafricano ha avviato d’urgenza una procedura contro la SARU (la Federazione) il cui obiettivo è il ritiro dei passaporti di giocatori e staff, in modo da impedire che gli Springboks volino in Inghilterra a prendano parte alla Coppa del Mondo.

Secondo il leader del partito, Edward Mahlomola Mokhoanatse, al momento delle convocazioni il ct Heyneke Meyer non avrebbe rispettato le famose ‘quote nere’ richieste a gran voce negli ultimi anni, che avrebbero dovuto impedire il predominio dei bianchi in nazionale. Una trasformazione che, per Mokhoanatse, è ben lungi dall’essere avvenuta. “Quest’azione legale è un dovere per difendere la nostra Costituzione – ha dichiarato al The Guardian – e per eliminare tutti gli ultimi accenni di discriminazione. Le convocazioni sono state fatte in base a criteri razzisti e in favore dei bianchi”. Mokhoanatse punta inevitabilmente il dito anche contro il ministro dello sport, Fikile Mbalula, accusato di non aver saputo cambiare il rugby nel Paese e di aver fallito nel trasformare lo sport. E poi rincara la dose. “La partecipazione al Mondiale di una nazionale non rapppresentativa, di stampo razzista e che favorisce la minoranza della popolazione è in contrasto con la nostra Costituzione, per cui non dovrebbe rappresentare il Sudafrica”.

Per la cronaca, Meyer ha incluso otto giocatori neri nella lista dei 31 convocati e sette di questi, stando al documento firmato dalla SARU a febbraio, dovrebbero essere inclusi nei 23 di ogni partita della Coppa del Mondo.

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daniele.pansardi@oasport.it

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