Fabio Aru poco accorto tatticamente; Quintana ancora in corsa. De Marchi, messaggio per Cassani

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La quattordicesima tappa della Vuelta a España ha offerto diversi ed interessanti spunti di riflessione.

Fabio Aru ha dimostrato di essere il più forte in salita. Fino ad oggi. La facilità con qui Nairo Quintana ha risposto agli attacchi ripetuti del sardo, prima di staccarlo, seppur per soli 7 secondi, grazie a due radenti stoccate nel chilometro finale, raccontano di un colombiano ancora pienamente in corsa per la vittoria finale. Se al Tour, pur partendo da due minuti e mezzo di distacco, il sud-americano mise paura a Chris Froome nella decisiva frazione con l’Alpe d’Huez, recuperando gran parte dello svantaggio, si comprende come i 180 secondi di ritardo dall’italiano non possono in alcun modo mettere fuori dai giochi il vincitore del Giro d’Italia 2014. Quintana ha definitivamente smaltito i malanni cui era andato incontro nella terribile tappa di Andorra e dinanzi a sé vede almeno tre tapponi di montagna dove potrebbe provare a ribaltare la classifica. Certo, non sarà per nulla semplice con un Aru comunque in ottime condizioni, anche se oggi il capitano dell’Astana non è stato impeccabile dal punto di vista tattico.

Su una salita tutt’altro che proibitiva, il ‘Cavaliere Moro’ ha messo al gancio la propria squadra, prima di sferrare un attacco deciso nei confronti degli avversari diretti. Un’accelerazione che, tuttavia, non ha fatto il vuoto, consentendo anzi il rientro di Joaquim Rodriguez. Nel finale, poi, Aru non è apparso brillantissimo, anche se è riuscito a limitare i danni con la consueta grinta che lo contraddistingue. La sensazione, dunque, è che l’italiano oggi non si sia gestito a meglio. Irrequieto e fin troppo generoso, ha provato a fare la differenza su una salita che non consentiva grandi distacchi. Forse sarebbe stato più opportuno lasciare l’iniziativa in mano ai rivali, per poi dare tutto nelle frazioni di domani e lunedì, quasi certamente decisive in ottica vittoria finale.

Se Quintana resta ancora a 3 minuti ed Alejandro Valverde ha mostrato palesi segnali di cedimento, per Aru il vero rivale per la generale resta Rodriguez. Il capitano della Katusha si è gestito con esperienza, provando anche a staccare il sardo negli ultimi 500 metri (un solo secondo guadagnato). Anche se la gamba non sembra quella dei giorni migliori, il catalano è conscio di avere l’ultima opportunità per conquistare a 36 anni il primo grande giro della carriera.

Nella maglia roja continua a credere anche l’olandese Tom Dumoulin, per il quale tuttavia saranno decisive le prossime due tappe: se riuscirà a contenere il gap nella generale da Fabio Aru entro i due minuti, allora davvero potrebbe scatenarsi e realizzare una grande sorpresa nella cronometro di Burgos, lui che va annoverato tra i più grandi interpreti al mondo nelle prove contro il tempo.

La frazione odierna ha celebrato inoltre il ritorno alla vittoria di Alessandro De Marchi, la seconda alla Vuelta dopo quella del 2014. Il ‘Rosso di Buja’ si è messo definitivamente alle spalle un 2015 costellato di sfortuna ed infortuni. Ora è completamente recuperato, con una forma in continua crescita.Corridore completo e per certi versi sottovalutato, potrebbe fungere da preziosissimo jolly per l’Italia ai Mondiali di Richmond. Il ct Davide Cassani avrà sicuramente preso nota, così come per Salvatore Puccio, secondo alle spalle del connazionale.

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Foto: Pagina FB Fabio Aru Fans

federico.militello@oasport.it

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