Tuffi grandi altezze, Mondiali Kazan 2015: domina Hunt! De Rose esce tra gli applausi

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Una vittoria quasi già scritta – anche se dare per scontato qualcosa per chi si tuffa da 27 metri è evidentemente un’antitesi – che però colpisce ugualmente per il modo in cui arriva. Gary Hunt, britannico dominatore delle World Series 2015 dei tuffi dalle grandi altezze con cinque successi in altrettante tappe stagionali, consacra il suo anno di grazia con l’iride. A Kazan risuona God save the Queen: il tuffatore di Southamtpon è campione del mondo.

In testa fin dalla prima rotazione di lunedì, Hunt si presenta alla giornata conclusiva con un buon vantaggio da “gestire” sugli inseguitori. Ma nei tuffi dalle grandi altezze è vietato fare calcoli: più si pensa, più aumenta il margine di errore. E allora giù dalla piattaforma dei 27 metri senza strategie, con la mente rivolta esclusivamente al salto da eseguire e all’ingresso in acqua (ovviamente) di piedi. Anche oggi l’inglese è inarrivabile: 108.30 punti con l’obbligatorio rovesciato, 139.20 con il triplo avanti con tre avvitamenti e mezzo. Il totale è mostruoso, 629.30, e per Jonathan Paredes (Messico, argento, 596.45) e Artem Silchenko (Russia, bronzo in rimonta sullo statunitense David Colturi, 593.95) ci sono solo le briciole. Sesto il campione uscente, il 40enne colombiano Orlando Duque.

Esce tra gli applausi l’azzurro Alessandro De Rose, al debutto iridato senza la possibilità di allenarsi regolarmente – da Trieste, dove vive, è spesso costretto a spostarsi in Austria – e senza un vero e proprio movimento alle spalle. Il primo e unico cliff diver italiano, nato a Cosenza, termina la gara sedicesimo (358.95 punti) guadagnano due posizioni rispetto alla giornata di lunedì grazie al ritiro del britannico Blake Aldridge e, soprattutto, a un ottimo doppio salto mortale indietro con un avvitamento, coefficiente 3.8 che gli vale la bellezza di 100.70 punti nella rotazione odierna con due 9 e un 8.5.

De Rose ottiene il quinto miglior punteggio parziale con l’obbligatorio di oggi, ma paga il distacco accumulato in precedenza e non riesce ad accedere alla finale a dodici. Bissato comunque il risultato della Coppa del Mondo dello scorso maggio, ma con quasi trenta punti in più l’azzurro è in netta crescita. A 23 anni ci sono ampi margini di miglioramento.

 

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francesco.caligaris@oasport.it

Twitter: @FCaligaris

Foto da: Facebook RedBull

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