Ginnastica, P&G Championship – Simone Biles al comando: tra caduta, rimonta e Amanar storico. Impresa Nichols, Raisman che libero, bombe dagli staggi

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INDIANAPOLIS (Indiana, USA) – Simone Biles, in uno stato di forma tutt’altro che eccezionale per lunghi tratti della serata (rispetto a quanto ci ha abituato ovviamente), si piazza al comando dei Campionati Nazionali Statunitensi al termine della prima giornata di gara (61.100). Non è arrivato il tanto atteso over 62 che aveva già piazzato nelle ultime tre uscite (American Cup, Trofeo di Jesolo, US Classic), fermando qui un filotto già entrato nella storia.

La Campionessa del Mondo all-around era addirittura al terzo posto dopo tre rotazioni, ma ha saputo azzannare nel momento più difficile, confermando il suo incommensurabile talento e conservando l’imbattibilità che perdura da due anni e mezzo (l’unica gara persa da senior è l’American Cup 2013). Si fatica a ricordare a memoria una gara in cui Simone è stata chiamata a una rimonta del genere per vincere.

La 18enne di Columbus, infatti, è incappata in una clamorosa caduta al corpo libero: anche lei è umana (clicca qui per il VIDEO). Il suo attrezzo preferito, su cui ha vinto due ori iridati e su cui di recente ha più volte sfondato il muro dei 16 punti, l’ha incredibilmente tradita. Un piccolo errore in fase di impostazione ha provocato poi un capitombolo su una diagonale ma, nonostante il grave fallo, è stata premiata con 14.900 (addirittura 6.8 la nota di partenza).

In precedenza non aveva neanche particolarmente convinto sulla trave (rispetto ai suoi standard, naturalmente), commettendo un’importanza sbavatura sul double wolf iniziale (14.800).

 

Considerando l’eccellente 15.150 iniziale sugli staggi, con cui sembrava aver messo in discesa la gara, si è trovata distaccata di quattro decimi da Maggie Nichols e appaiata a Gabby Douglas. Dalla sua il favorevole volteggio e non delude, anzi.

Simone Biles esegue il miglior Amanar della storia dell’artistica: rincorsa da urlo, tavola imbeccata al meglio, altezza e lunghezza le conosciamo bene, atterraggio perfettamente stoppato senza nemmeno un saltellino (clicca qui per il VIDEO)! 9.85 di esecuzione, mai nessuna così in alto con il nuovo regolamento che vige dal 2006, praticamente in linea con le esibizioni dell’inventrice del doppio avvitamento e mezzo, che gareggiava però con il 10.0 perfetto. E oggi la ginnasta più forte dell’era contemporanea è stata davvero sbalorditiva.

Con quella stoccata conclusiva ha piegato la resistenza di Maggie Nichols e Gabby Douglas, ma sabato notte si tornerà in pedana per il secondo e decisivo all-around: i punteggi verranno sommati a quelli odierni per decretare la nuova Campionessa Nazionale. Simone Biles insegue la terza affermazione consecutiva, numero che manca dai tempi di Kim Zmeskal (1990-1992).

 

Maggie Nichols ha davvero sognato per tre quarti di gara, assaporando il colpaccio dopo la caduta della Biles. Chiuderà la sua gara in seconda posizione (59.700), con un distacco pesante dalla capolista e che forse non rende bene l’idea della dinamica di gara raccontata in precedenza.

La sua prima metà di serata è letteralmente sbalorditiva. Piazza un Amanar da 15.800, infilza delle parallele da sogno (14.950). La seconda parte è a lei meno congeniale ma stringe i denti: 14.400 alla trave ma serve un corpo libero non nelle sue corde per difendersi dal rientro dalla Biles, conoscendo il suo livello al volteggio. Ne uscirà un buon 14.550, forse un po’ inferiore rispetto a quanto concretamente visto in pedana. Sabato notte proverà a difendersi dalle avversarie che la tallonano ma ormai la 18enne è a un passo dalla convocazione per i Mondiali.

 

Al terzo posto Gabbie Douglas (58.700). La Campionessa Olimpica rovina una deliziosa serata con un corpo libero caratterizzato da qualche errore di troppo rispetto a quello ammirato tre settimane fa (13.850).

Continuità e costanza un filo peggiorate rispetto alla gara di Chicago ma ha tutte le possibilità di rifarsi tra due giorni. Da annotare delle parallele bellissime e molto precise (15.300), accompagnate dal 15.100 al volteggio e dal 14.450 alla trave.

Subito alle sue spalle Aly Raisman (58.650). La Campionessa Olimpica al corpo libero ha eseguito un esercizio memorabile al quadrato, degno del titolo conquistato tre anni fa e del suo meritato blasone. La Fierce Five è stata meravigliosa, precisa, puntuale, artistica ed elegante come ci ha sempre abituato. I giudici non potevano che premiarla con 15.550. Si trova attardata rispetto alla Nichols a causa di una caduta alla trave con cui aveva iniziato malamente la sua gara. Si è poi ulteriormente riscattata al volteggio (15.200), difendendosi come sa fare alle parallele (14.150).

Il terzetto in lotta per il terzo posto è completato da Bailie Key (58.600). La trave tradisce ancora la giovane promessa stelle e strisce (13.700) che però mostra gli incredibili progressi alle parallele (15.200, sembra quasi diventata una specialista), rinuncia ancora all’Amanar al volteggio (doppio avvitamento da 15.250) ma il nuovo esercizio al corpo libero sembra poco congeniale a lei come in molti hanno capito nell’ultimo mese (14.450).

 

Questa è stata anche la serata delle bordate alle parallele asimmetriche. Madison Kocian vola a 15.500, solo un decimo peggio rispetto all’esercizio di tre settimane fa quando realizzò la (momentanea) miglior prestazione mondiale stagionale.

Ashton Locklear in precedenza si era messa in luce sui suoi amati staggi. Nell’evento che dodici mesi fa la consacrò definitivamente al grande pubblico (qualche settimana prima era letteralmente sconosciuta) si ripete e piazza un super 15.400 che suona come avvertimento in vista Mondiali.

Brutta gara per Kyla Ross. L’altra Fierce Five in pedana è addirittura 12esima (56.900) al termine di quattro routine inferiori alle aspettative (15.050, 14.050, 14.250, 13.550). MyKayla Skinner è ottava (57.500: 15.150, 13.650, 14.350, 14.350).

 

Nottata con ben 17 over 15 punti (di cui un over 16). Spiccano anche il 15.150 alla trave di Alyssa Baumann (sesta con 57.850), il 15.150 alle parallele di Brenna Dowell (settima con 57.550, ottimo ritorno in gara sui quattro attrezzi dopo un anno d’assenza), il 15.300 di Nia Dennis al volteggio (decima, 57.350).

 

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