Liegi-Bastogne-Liegi 2015: le dichiarazioni della vigilia. Nibali: “Devo attaccare, spero piova”

Vincenzo-Nibali-1-Tre-Valli-2014-©-Gianluca-Santo.jpg.png

Scatterà domani l’ultima delle classiche delle Ardenne con l’attesa Liegi-Bastogne-Liegi che come al solito avrà come giudice la Redoute e il Saint Nicolas. Tutti contro Alejandro Valverde, vincitore mercoledì della Freccia Vallone e secondo nell’Amstel. Andiamo a vedere le dichiarazioni alla vigilia, riportate dal sito cyclingpro.net/spaziociclismo.

Iniziamo da Philippe Gilbert, caduto nel corso della Freccia-Vallone e costretto al ritiro:

Vorrei ringraziare la squadra – esordisce – Dai meccanici che hanno montato una nuova bici così velocemente, ai massaggiatori che mi stanno rimettendo a posto. Quando le cose vanno bene non sempre si capisce il loro lavoro che fanno, ma è in momenti come questi che capisci il supporto e l’importanza che hanno”. 
Purtroppo il supporto della squadra, per quanto prezioso, non potrà fare miracoli e il belga sa bene che questa che arriva non sarà la sua “domenica migliore”, ma per il momento si accontenterebbe di essere al via, anche se con un minimo di competitività. “È molto diverso semplicemente salire in bici, come un turista, o andare a tutta in corsa, rilanciare dopo le curve o le salite. È completamente diverso”, rilancia spiegando comunque di sentirsi molto meglio rispetto anche solo alla giornata di ieri: “Ieri non ero in grado di salire in sella, ma sto migliorando molto velocemente. È un problema al muscolo dietro, piuttosto profondo, al ginocchio. Non è stato facile capire di cosa si trattasse e poter così iniziare i trattamenti necessari. Facciamo quel che possiamo. Vorrei poter avere più tempo, una settimana in più, ma ci dobbiamo adattare con quel che abbiamo”.
Per il momento comunque regna la prudenza: “Sento dolore, ma oggi ho potuto fare un’uscita di tre ore, anche se soprattutto pianeggiante. Non ho fatto la ricognizione perché devi andare comunque forte in salite così ripide. Anche se vai piano, devi spingere forte, per cui non ho voluto correre nessun rischio. Non ho voluto spingere troppo sui pedali perché ho ancora da recuperare e mi fa ancora male. Voglio prendermi tutto il termpo possibile per recuperare, facendo altri trattamenti, poi domani vedrò se posso fare qualche scatto e deciderò se è possibile o meno partecipare domenica. Se non posso spingere domani sui pedali, non ci sono possibilità che possa fare la corsa. Ma vedremo domani”.

Per i colori azzurri gli occhi sono puntati soprattutto su Vincenzo Nibali:

“Lo scorso anno a giocarsi la vittoria nel finale sono arrivati in sessanta. Dovrà essere diverso se voglio vincere. Ma anche stavolta sarà una corsa tattica. Io devo attaccare, mentre corridori come Alejandro Valverde e Michal Kwiatkowski no. Forse la Katusha potrebbe essere un’alleata, perché corridori come Caruso, Moreno e Rodriguez devono usare la mia stessa tattica. Assieme a loro possiamo rendere dura la corsa. Per me, la Liegi è la classica più dura del calendario. Per me sarebbe positivo se piovesse. Non solo per me, ma anche per altri corridori”.

Tra i più adatti a questo percorso e tra i possibili protagonisti c’è anche Enrico Gasparotto:

“Ci sono forti probabilità di pioggia, il che renderebbe la corsa ancora più dura di quanto non sia – spiega il corridore friulano – Se sei forte, sei forte. Non ci sono scuse. La Liegi è una corsa dura in qualsiasi condizione“.

Foto: Gianluca Santo

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