Formula 1GP Messico
Valentino Rossi: “Antonelli mi ricorda me. Può diventare uno dei più grandi della storia”
C’è un filo che attraversa venticinque anni di motorismo italiano e che, nella notte del titolo mondiale di Kimi Antonelli, è tornato a tendersi. A tirarlo, con la naturalezza di chi sa riconoscere i propri simili, è stato Valentino Rossi: nel ragazzo bolognese, campione del mondo di F1 a vent’anni appena compiuti, il Dottore vede l’erede designato di una missione che lui stesso aveva assolto ai tempi della 500cc e poi della MotoGP, quella di far innamorare l’Italia di uno sport capace di fermare il Paese davanti alla televisione.
Il parallelo non è casuale. Tra la fine degli anni Novanta e i primi Duemila il motorismo tricolore viveva una stagione irripetibile, con la Ferrari dominatrice sulle quattro ruote e Rossi altrettanto sulle due. Poi il vuoto, o quasi: due decenni di attese e delusioni in F1, in cui l’Italia ha continuato a vincere in moto senza riuscire a replicare il miracolo in macchina. Antonelli, con un talento cristallino e un piede che sembra non conoscere esitazioni, ha chiuso quel ciclo e ne ha aperto un altro.
“Kimi mi ha emozionato moltissimo. È stato un grande, ed è stato bello seguirlo“, ha dichiarato Rossi a Sky Sport F1. “Vederlo diventare campione al secondo anno è una grande soddisfazione. Ha fatto veramente paura in questo 2026: mi aspettavo che potesse lottare, però il passo che ha compiuto rispetto all’anno scorso è stato impressionante“. Quindi una valutazione tecnica, lontana dall’enfasi: “La Mercedes è stata veloce, ma non dominante come in passato, quindi molto di questo campionato è suo“.
Ma è sul piano emotivo e sportivo che il nove volte iridato si fa più esplicito. “Diventerà un eroe, ed è giusto: è un titolo storico, perché io sono un grande appassionato del motorismo, e ho sempre sofferto la mancanza di piloti italiani in grado di vincere gare e Mondiali“, ha spiegato. “Mi chiedevo sempre perché in moto fossimo tanti e tutti molto forti, e in F1 no“. Poi l’avvertimento di chi ha conosciuto da dentro il peso della popolarità: “Adesso sarà dura per Kimi, perché diventerà una superstar mondiale. Ci sarà da gestire un po’ questo aspetto, ma se rimarrà così non sarà un grande problema“.
Rossi ha poi ripercorso gli inizi, rivelando di aver intuito il valore del giovane ben prima che il grande pubblico lo scoprisse. “Ho cominciato a sentir parlare di Kimi a Migliaro, nei kart: fece il record della pista. Da allora ho cominciato a seguirlo, e ha fatto la differenza sin dai kart“. Un elogio anche per chi ne ha accompagnato la crescita: “Ha avuto la fortuna di crescere sotto l’ala di Toto Wolff, ma viste le performance di quest’anno li ha ripagati di brutto“.
L’investitura, infine, arriva senza giri di parole. “Secondo me Kimi può diventare veramente uno dei piloti più forti della storia: può vincere 4, 5, 6 Mondiali, se ha la macchina“. E la chiusa è la più personale: “Mi ricorda un po’ me quando avevo 20-21 anni, e quindi mi piace moltissimo vederlo e fare il tifo per lui“.
Più che un complimento, è un passaggio di consegne. Il Dottore, che per anni ha trascinato l’Italia davanti alla tv la domenica pomeriggio, consegna ad Antonelli il compito di farlo di nuovo, questa volta sulle quattro ruote, con la consapevolezza che il talento, da solo, non basta: servirà una macchina all’altezza e, soprattutto, la capacità di restare se stesso.
