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Tennis

A Parigi si chiude il giro dei Masters 1000. Flavio Cobolli, ultimo ostacolo verso le ATP Finals

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Flavio Cobolli
Flavio Cobolli / © e-motion/Bildagentur Zolles KG/Martin Steiger

A Flavio Cobolli basta non poco, ma pochissimo per arrivare a potersi giocare le ATP Finals. L’ultimo ostacolo passa ormai da Parigi, dal Masters 1000 che dal 2025 ha cambiato sede. La Defense è stata inaugurata un anno fa, in chiave tennistica, dal successo di Jannik Sinner, che però a causa dei suoi problemi fisici non può difendere il titolo. Riflettori, perciò, puntati sul numero 2 azzurro, e potenziale quarto giocatore azzurro diverso a poter fare rotta su Torino dal 2021.

Il gioco, per Flavio, è molto semplice. Gli basta vincere un match, quello contro Struff o Géa. Sarebbe comunque molto pericoloso un accoppiamento con il tedesco, che è arrivato in semifinale a Basilea riuscendo a liberarsi anche di Novak Djokovic (ci torneremo). Come si conviene a un tabellone a 56 giocatori, il percorso è accidentato, ma lo stesso discorso vale per tutti. Avere Struff, poi potenzialmente Jodar e Medvedev (o Davidovich Fokina) significa essere di fronte a un quarto che lascia poco spazio all’immaginazione e molto alla concretezza. Il tutto, chiaramente, contando su una pronta ripresa di Cobolli dai problemi, per fortuna rivelatisi di poco conto, che ne hanno causato il ritiro contro Matteo Berrettini a Vienna.

L’Italia può contare su diverse altre figure di spicco. A Lorenzo Musetti è andata male, nel senso che ha pescato subito il polacco Hubert Hurkacz (mai facile sul veloce e ancora meno indoor) e, a seguire, Alexander Zverev, anche se ha già saputo battere il tedesco indoor a Vienna un anno fa. Luciano Darderi è in zona Djokovic (ma anche qui per il serbo c’è un problema non di poco conto, cioè Valentin Vacherot: il monegasco arriva carico dalla finale da svolgersi a Basilea). Matteo Arnaldi, dovesse battere il britannico Cameron Norrie, incrocerebbe Ben Shelton (che può dar vita a un quarto tutto USA con Tiafoe o Paul, il quale ha Rune al primo turno). Infine Matteo Berrettini, che dopo l’USA Brandon Nakashima può giungere fino all’ottavo con Carlos Alcaraz.

Chiaramente qui il discorso è molto legato alla corsa alle ATP Finals. Riassumendo concretamente: Cobolli a parte, ad Arthur Fils la qualificazione matematica toccherebbe con la semifinale, mentre per Tiafoe, de Minaur e Jodar occorre la finale; a Djokovic, Fritz e Paul serve vincere il torneo. Lehecka resta in corsa vincendo Basilea e Parigi. Qualche chance residua esiste anche per Davidovich Fokina, Nakashima e Francisco Cerundolo. Questa l’estrema sintesi di una corsa forse mai così piena di risvolti, resa tale anche dal forfait di Sinner (ma anche con lui in scena i garbugli pochi non sarebbero stati, com’è possibile verificare in modo davvero facile).

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