Tennis
Zverev avvisa Sinner per il primato a Pechino: “Ora mi sento molto motivato, ho degli obiettivi”
Alexander Zverev ha iniziato con una vittoria il percorso all’ATP di Pechino, superando Cameron Norrie e sfruttando così l’assenza di Jannik Sinner per accorciare ulteriormente le distanze dal vertice della classifica mondiale.
Al termine dell’esordio, il tedesco ha analizzato la propria prestazione, soffermandosi anche sulle difficoltà legate al calendario e sulla necessità di trovare nuove motivazioni nel finale di stagione. Contro Norrie, Zverev ha individuato nel servizio uno degli elementi decisivi: “Penso che il mio servizio mi abbia aiutato molto, soprattutto nei momenti importanti. Ma credo anche di aver giocato bene da fondo campo, nel complesso. Non ho risposto come avrei voluto, anche se bisogna ricordare che sono in Cina solo da due giorni. Sono contento della prestazione di oggi. Di certo non mi lamento. Nel complesso è stata una buona partita. Penso di aver colpito bene il dritto, di aver servito bene, di aver avuto un rovescio solido e di essere riuscito a fare quello che dovevo fare“.
Il tedesco ha inoltre escluso qualsiasi problema fisico, spiegando che le difficoltà percepite negli ultimi giorni erano soprattutto legate al viaggio e al cambio di condizioni: “Non ho nessun problema fisico. Quando si arriva da un altro continente e ci sono sette ore di fuso orario di differenza, è normale pensare di non sentirsi al meglio. Questo è stato il motivo principale. Inoltre, avevo appena finito di giocare un torneo indoor e ora ne sto giocando uno all’aperto. Onestamente, il mio corpo sta bene. Sono tornato dal mio medico lunedì, dopo la Laver Cup. Mi sento sempre al meglio quando lo vedo. Ecco perché è un bravo medico“.
Il tema della fatica, però, resta centrale quando la stagione entra nella sua fase conclusiva. Per Zverev, il peso maggiore non è necessariamente quello fisico, ma quello mentale: “Dobbiamo ricordare che siamo in Cina, in un altro continente. La maggior parte di noi è europea, americana o sudamericana. Affrontare questo viaggio alla fine della stagione è molto, molto difficile. Credo che i giocatori che di solito rendono bene qui abbiano in genere qualcosa per cui lottare, una sorta di motivazione a fare bene. Per me, la stanchezza inizia prima di tutto nella mente, nella testa“.
Ed è proprio la presenza di obiettivi concreti a fare la differenza rispetto ad alcune delle sue precedenti esperienze in Asia. “Ci sono state stagioni in cui arrivavo in Cina stanco e non avevo più la stessa motivazione perché, ad esempio, ero terzo o quarto in gara, ero già qualificato per Torino e, in un certo senso, non lottavo per niente di specifico. Non avevo molto in palio. Ora, invece, mi sento molto motivato. Ho degli obiettivi. Ho delle motivazioni che mi permettono di andare avanti e di rimanere mentalmente fresco“.
Nel mirino c’è quindi anche la corsa al vertice, in un momento in cui l’assenza di Sinner offre a Zverev un’opportunità concreta per ridurre il distacco. Il tedesco guarda inoltre con favore alla struttura dei tornei che prevedono due settimane di gara, soprattutto per la possibilità di assistere subito a sfide tra giocatori di alto livello. “Mi piace molto. Penso che i Masters 1000 dovrebbero essere così. Una volta erano così. Nei Masters 1000, otto giocatori avevano un bye, mentre gli altri no. Si potevano vedere partite incredibili fin dal primo turno. Il numero 16 del mondo poteva affrontare il numero 17. Il numero 9 poteva giocare contro il numero 18. Penso fosse spettacolare. Ora bisogna aspettare fino al terzo turno, praticamente una settimana, per iniziare a vedere partite di quel livello. Il formato ATP 500 non è cambiato, e questo mi piace molto. Penso che il formato che abbiamo qui sia fantastico. Non ho niente di negativo da dire al riguardo“.
