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WNBA Finals 2026: sfida totale tra Golden State Valkyries di Cecilia Zandalasini e Las Vegas Aces
Questa sera, alle 21:30 italiane, prenderanno il via le WNBA Finals. Per la terza volta nella storia ci sarà anche un’italiana in uno dei due roster: è Cecilia Zandalasini, alla sua seconda stagione con le Golden State Valkyries, che sono nate proprio nel 2025 e nel draft di espansione avevano ingaggiato proprio la nativa di Broni. La sfida sarà di quelle tutte da raccontare con le Atlanta Dream. Terza volta, e non quarta, perché sebbene il titolo del 1997 le sia comunque attribuito in quanto parte del roster delle Houston Comets in stagione, Cata Pollini non giocò più da metà agosto.
Un confronto che, prima ancora di iniziare, ha avuto una coda interessante non tanto sul campo quanto fuori. O meglio, a metà tra i due mondi. Questo perché Atlanta, che pure ha giocato tutti i playoff alla State Farm Arena (che diventerà sede fissa delle partite casalinghe dal 2027), ha rischiato di dover traslocare di nuovo alla (molto) più piccola Gateway Center Arena a causa degli impegni dell’impianto principale tra concerti e partite degli Atlanta Hawks in NBA. Situazione, questa, poi sbloccata con successo attraverso il supporto della stessa organizzazione di Golden State e di tutte le parti coinvolte, con annessi un paio di cambi di date ed orari quantomeno per gara-3 e gara-4.
Esaurita la questione organizzativa, va rimarcato quanto potrebbe vedersi in campo. Anche perché si parla di due franchigie uscite dalla regular season con un record molto simile (32-12 Valkyries, 30-14 Dream) e con un cammino nei playoff di un certo rilievo. Golden State, nel primo turno, ha sconfitto le Dallas Wings per 2-1 e poi in tre partite ha eliminato anche le Las Vegas Aces, mentre Atlanta ha superato 2-0 le Washington Mystics e 3-0 le New York Liberty (capaci del clamoroso colpo di mano sulle numero 1 della stagione regolare, le Minnesota Lynx).
Le due squadre si sono già affrontate tre volte in stagione regolare, e in ogni occasione sono arrivate vittorie da parte di Golden State. Uno 0-3 che, in sostanza, pesa e neanche poco, ma un conto è la regular season e un atro riguarda le WNBA Finals. Soprattutto perché la difesa Dream è riuscita a togliere tempo, spazio e ritmo all’attacco di New York nella serie precedente, e non è proprio un’operazione semplicissima. Angel Reese ha ulteriormente dimostrato di poter valere tanto su entrambi i lati del campo: già eletta Defensive Player of the Year, ha chiuso la serie con 20.6 punti e 7.6 rimbalzi di media, quota dalla quale sono rimaste poco distanti Jordin Canada e Rhyne Howard.
Dal canto suo, Golden State sta facendo davvero la storia, già solo per essere appena al secondo anno eppure già con una squadra che può realmente vincere il titolo. Di fatto, il fattore è e rimane Gabby Williams, che nessuna giocatrice può lasciare libera da tre, mentre Kiah Stokes sta emergendo tantissimo a rimbalzo. Di fatto ci sono però due filosofie di gioco molto simili, molto basate sulla difesa, ma l’identità difensiva è più forte a Golden State, mentre Atlanta ha molto più da dire in attacco (92.6 punti a gara nei playoff, e il tutto con ancora Allisha Gray fuori). Le Valkyries sanno però giocare molto bene di squadra, e questo è in fondo rappresentato anche dalla distribuzione dei punti tra le giocatrici. Quasi tutte, in una notte, possono diventare molto pericolose, e in diverse serate è stato anche il caso di Zandalasini, protagonista in più di un’occasione sia in regular season che nei playoff. In sostanza, ci attende una serie molto incerta al meglio delle sette partite. La prima quest’oggi alle 21:30.
